Catanzaro nel Cuore: “Il ministro Speranza si faccia da parte”

"Ha dimostrato di non essere in grado di svolgere il suo compito"

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Minister of Health Roberto Speranza delivers a speech at the Chamber of Deputies to report on the new decree issued by the Government to counter the spread of Covid-19 pandemic, Rome, Italy, 5 November 2020. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Cos’altro deve accadere prima che il ministro della salute Roberto Speranza prenda la decisione di dimettersi? Se lo chiede il Movimento Civico Indipendente “Catanzaronelcuore”

Purtroppo dobbiamo registrare con profonda amarezza che i commissari per la sanità fin qui nominati si sono distinti solo per una sorta di gara a chi la sparava più grossa, a chi si segnalava per la peggiore figuraccia. E non siamo ironici, poiché l’argomento di cui stiamo parlando non ammette leggerezza considerato che attiene al benessere e alla vita dei calabresi, soprattutto in un momento così critico come quello dell’emergenza sanitaria che tutti stiamo sopportando con sofferenza. Ovviamente non siamo nemmeno sciocchi, ciechi e sordi per non capire che molti dei problemi sanitari della nostra regione esulano dal Commissariamento, e hanno origini e radici ben piantatenelle stanze della politica calabrese, fatta di tante cose anomale in un ambito, quello sanitario appunto, che assorbe oltre il 70% del bilancio regionale e perciò attira interessi loschi che nei decenni hanno danneggiato il sistema quasi irrimediabilmente.

Ma proprio a causa di tutto ciò il Governo centrale avrebbe dovuto incidere diversamente attraverso i commissari inviati. E invece le cose non solo non sono cambiate, ma se possibile sono peggiorate, con l’aggravante fornita da tutte le sceneggiate e le commedie che gli italiani hanno potuto “gustare” sui media nazionali. Compresa quella dell’accademico Eugenio Gaudio che nell’arco di una mattinata prima accetta e poi rifiuta la nomina. “Perché mia moglie non vuole trasferirsi a Catanzaro” – dichiara con un’ingenuità poco ingenua che ricorda il cotticelliano “Non ero io, non so cosa mi sia accaduto, sto indagando su me stesso”!

Ora basta. Sembra che Speranza non segua una logica ben precisa per la scelta del commissario da inviare in Calabria, ma piuttosto attinga semplicemente da una lista di nomi, o di amici, forse appartenenti  ad un medesimo gruppo ideale o semplicemente  iscritti ad uno stesso club.  Non lo sappiamo, ma si può sospettarlo.

 

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