Chirurgia maxillo-facciale, attivata corsia dedicata ai disabili non collaboranti

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Il primario Guarda Nardini e la dottoressa Marsoni

La decisione di agevolare le persone con disabilità è stata presa anche recependo le istanze delle associazioni

Dal primo ottobre è stata attivata, negli ambulatori dell’Unità Operativa di Chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, una corsia preferenziale per persone con disabilità e non collaboranti che necessitano di una valutazione odontoiatrica o maxillo facciale e di interventi di cure o bonifiche dentali da eseguirsi in anestesia. La decisione di agevolare le persone con disabilità è stata presa anche recependo le istanze delle associazioni che assistono tali pazienti e delle famiglie nelle quali è presente una persona portatrice di patologie debilitanti; questi pazienti, per il loro scarso grado di collaborazione, difficilmente possono essere gestiti in normali ambulatori odontoiatrici.

«Da circa quindici anni il reparto di chirurgia maxillo-facciale del Ca’ Foncello tratta pazienti con disabilità –spiega il dottor Luca Guarda Nardini– Con il riordino delle sale operatorie, attivo  a partire dal primo di ottobre, abbiamo voluto tener conto delle richieste che periodicamente giungevano da organizzazioni e privati cittadini, strutturando un’organizzazione, facente capo alla dott.ssa Alberta Marsoni,  che potesse fornire tempi certi sia per la valutazione dei pazienti con disabilità sia per il loro trattamento; va ricordato, a questo proposito, che il trasporto in ospedale, i tempi d’ attesa ambulatoriali e la gestione generale di tali pazienti è sempre complessa richiedendo spesso l’utilizzo di ambulanze , di assistenza e la mobilitazione di vario personale medico o paramedico».

Di qui la decisione della direzione ospedaliera, di concerto con il dr. Luca Guarda Nardini, direttore della chirurgia maxillo-facciale, di creare una corsia dedicata per i pazienti non collaboranti che prevede:

-un accesso diretto alla segreteria del reparto, tramite richiesta di visita specialistica eseguita dal medico di base, per cui il paziente o un suo parente può accedere direttamente allo sportello di reparto e viene direttamente fissato un appuntamento

-una seduta operatoria settimanale nella quale vengono trattati unicamente pazienti non collaboranti.

«L’attivazione di un percorso dedicato per i pazienti non collaboranti è un ulteriore passo avanti sulla strada dell’umanizzazione –sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi– Ritengo fondamentale che, nelle nostre strutture, sia ospedaliere sia territoriali, vengano messe in atto tutte le possibili misure volte a una miglior presa in carico delle persone più fragili. Ringrazio la Direzione ospedaliera e l’équipe di Chirurgia maxillo-facciale per questa riorganizzazione che tiene conto dei nostri pazienti più vulnerabili e delle loro famiglie».

 
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