Il linguaggio speciale di Martina, sordomuta dalla nascita

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Anche i non udenti sentono i suoni, solo che li sentono col tatto”, così esordisce Martina Gerosa, milanese di 46 anni, sordomuta dalla nascita.

di Grazia Musumeci

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Non totalmente sorda, in realtà, ma sicuramente con un gravissimo deficit dell’udito che le permette di sentire solo le vibrazioni basse e quelle acute. La sua vita è stata segnata da esami, protesi e visite, ma ciò non le ha impedito di studiare, di laurearsi, di sposarsi e avere figli.

Una donna in carriera (fa l’urbanista) che ha imparato a parlare “a modo suo”, con un linguaggio tutto particolare che sfrutta al massimo le poche vibrazioni udite, quelle percepite col corpo, col tatto, e se questo non è possibile sfrutta anche la mente, la fantasia. E il più delle volte ci azzecca! Ha imparato a usare le “vibrazioni dell’anima” e a comunicare con i vari livelli del sorriso, e ora sta insegnando ad altri sordomuti a fare altrettanto. Donna solare, piena di amici, con un senso dell’umorismo che spiazza, Martina è la dimostrazione che la mente può sconfiggere anche il male fisico, o per lo meno lo può gestire regalando alle persone una vita normale.
Martina non rinuncia alle tradizioni: “La lingua dei segni è molto importante” assicura, e la usa volentieri, ma a questo aggiunge anche questi prodotti della sua mente, della sua esperienza, rendendo la sua comunicazione veramente unica e sicuramente interessante da capire e divulgare.

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