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La comunità dei sordi di Verona e della regione Veneto si appella alla buona coscienza dei cittadini durante l’emergenza Coronavirus. «Restate a casa. Io resto a casa. Tutti noi dobbiamo restare a casa. Solo così potremmo combattere il Coronavirus seguendo le fondamentali disposizioni del decreto governativo. Ogni persona è responsabile e tutti insieme, uniti ma distanti, dobbiamo contribuire col rispetto delle regole per il bene della società. Mi raccomando. L’unione fa e dà la forza. Restiamo a casa. Grazie».

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Con queste parole, dette nella lingua dei segni Lis l’attrice e direttrice di coro Alessandra Marigonda, non udente, trevigiana ma di adozione scaligera, si fa portavoce della comunità provinciale e regionale dei sordi e esorta tutti a rimanere nelle nostre abitazioni nel rispetto delle regole vigenti riguardo la pandemia in corso in Italia e nel mondo. Marigonda fa parte dell’Ens che ha sede anche a Verona (Ente nazionale sordi) che ha appena celebrato la giornata mondiale dell’udito dedicata ogni 3 marzo dall’Oms alla sensibilizzazione informazione sulla sordità, nonché prevenzione di un problema che compisce in tre il 5% della popolazione mondiale con 466 milioni di persone con riduzione dell’udito. In Italia sono 7 milioni le persone che hanno problemi di udito corrispondenti all’11,7 della popolazione.

«C’è mancanza di accessibilità per noi sordi e addirittura facciamo fatica a capire i dottori e i negozianti che utilizzano la mascherina non potendo leggere il labiale – spiega Giuliano Boaretti presidente Ens Regionale Veneto , e residente a Verona – In caso di emergenza inoltre comunicare è ancora più difficile. In quanto all’utilizzo del numero verde noi non sentiamo. Nonostante la Lis sia sia stata approvata in Veneto nel 2018, nessuno si è mosso per noi e viviamo emarginati».

«È fondamentale perciò parlarne e far conoscere la nostra realtà». aggiunge Alessandra Marigonda che dirige il teatro e il coro Mani di luce Veneto che è parte di Ens Veneto (la cui sede è a Castel D’Azzano) con attori e coristi provenienti da diverse province del Veneto. A livello nazionale, invece,il riconoscimento della Lis quale lingua italiana dei segni è stata approvata in Senato nell’ottobre 2017 con disegno di legge, ma è ancora in attesa del sì della Camera.

Michela Pezzani

 

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