Elezioni, a Roma un disabile non riesce a votare per le barriere architettoniche

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Alessandro Crescenzi, disabile, non è riuscito a votare perché la sua sedia a rotelle non entrava nella cabina elettorale e la mensola dove appoggiarsi per scrivere era troppo alta

ROMA – Nel corso della giornata elettorale i disagi non sono stati causati solo dalle lunghe attese e dalla complessa procedura del tagliando anti frode. Ne sa qualcosa Alessandro Crescenzi, ragazzo disabile che non è riuscito ad esercitare il suo diritto di voto.

Secondo quanto recita la seconda parte dell’articolo 3 della nostra Costituzione, “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“. Eppure la Repubblica, invece di rimuovere gli ostacoli, sembra proprio che ad Alessandro li abbia messi di proposito. Alessandro – già consigliere provinciale dei Verdi di Frosinone – infatti, oggi non è riuscito a votare a causa delle barriere architettoniche presenti nella sezione elettorale n. 791, in via Casale del Finocchio, 56. Dopo essere riuscito ad arrivare con la sua sedia a rotelle all’interno della sezione e dopo aver ritirato le schede elettorali, si è reso conto di non poter votare perché la sedia non entrava nella cabina e la mensola dove appoggiare le schede era irraggiungibile, perché troppo alta.

L’episodio è stato denunciato dai Verdi in una nota.

Forte la delusione di Crescenzi: «Sono umiliato e arrabbiato perché non vengono rispettati i diritti minimi dei cittadini. Noi con disabilità siamo considerati cittadini di serie B. Io non voglio essere accompagnato alla cabina da qualcuno, pretendo di votare da solo, visto che il voto è segreto, e questo mi è stato impedito. Non andrò più a votare».

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