Due non vedenti aggrediti da un automobilista, dita negli occhi poi la minaccia: “Vi taglio la gola”

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Foto da RomaToday
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Sonia Gioia ha 36 anni e un deficit visivo che la rende “disabile della vista”.

Da otto mesi vive nel quartiere di Centocelle, quartiere di Roma, con suo marito, 41 anni: raccontano un brutto episodio risalente a qualche giorno fa

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Un episodio brutto, bruttissimo. “Siamo indignati e spaventati” dicono. Vittime dell’inciviltà “nel quartiere dell’accoglienza, dove viviamo da pochi mesi”. Sonia Gioia ha 36 anni e un deficit visivo che la rende “disabile della vista”. Da otto mesi vive nel quartiere di Centocelle con suo marito, 41 anni e anche lui non vedente. Il 30 dicembre scorso entrambi hanno dovuto fare i conti con un’aggressione subita ad opera di un automobilista. Lo racconta oggi RomaToday.

L’ultimo di una serie di episodi sgradevoli ha portato la coppia all’esasperazione e a denunciare tutto attraverso i social. Già, perché se è vero che l’aggressione fisica di mercoledì scorso è un’eccezione, la regola è quella di un quartiere pieno di barriere architettoniche “dove comanda la disattenzione per i disabili”, denuncia Sonia. “Macchine parcheggiate ovunque, sulle strisce pedonali, sui percorsi per disabili. Deiezioni canine sui marciapiedi, spesso sporchi quando non rotti”.

Mercoledì, come detto, la situazione è esplosa nell’inciviltà dell’automobilista: “Io e mio marito stavamo attraversando via dei Platani tenendo a sinistra piazza Mirti. Un incivile ha deciso di non fermarsi sulle strisce pedonali e con il bastone ho urtato la fiancata della sua auto”. Poi l’aggressione:

“L’uomo ha immediatamente cominciato a minacciarci di tagliarci la gola e dalle aggressioni verbali è passato ai fatti scendendo dall’auto, ha cercato di infilarmi le dita negli occhi, mi ha strappato la mascherina e non contento mi ha spinta per terra”.

A rendere più assurda e amara l’aggressione c’è la reazione dei presenti. Racconta Sonia: “Attorno a noi chi rideva, chi passeggiava indifferente e chi addirittura bloccava mio marito che cercava di chiamare i carabinieri. L’uomo è scappato ed è inutile dire che nessuno ha preso il numero di targa. Siamo poi riusciti a metterci in contatto con i carabinieri che hanno raccolto le nostre dichiarazioni, impotenti e sconcertati”. Nei prossimi giorni verrà presentata denuncia. “Al momento non c’è nessuno che può accompagnarci e supportarci. In farmacia ho immediatamente ordinato lo spry antiviolenza e compreremo uno sfollagente. Non possiamo vivere con la paura di ritorsioni”.

 

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