Lega Umbria, proposta modifiche legge su parità di genere riguardanti donne con disabilità

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La Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha avviato l’istruttoria sulla proposta di legge “Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale “14/2016” (Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini), di iniziativa dei consiglieri della Lega Francesca Peppucci (prima firmataria), Daniele Carissimi e Paola Fioroni.

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di Bruna Paroni

“Con questa proposta di legge – ha spiegato Peppucci – si vogliono introdurre misure per contrastare la discriminazione multipla delle donne con disabilità, una doppia discriminazione, sia di genere che per quanto attiene alla disabilità. Le donne con disabilità subiscono discriminazioni maggiori anche rispetto agli uomini con disabilità, così come violenze fisiche e psicologiche. Sono discriminate anche per quanto riguarda la formazione e il lavoro; spesso – ha ricordato Peppucci – dopo la scuola non sono avviate a percorsi di formazione che possano garantire posizioni lavorative migliori. Per questi motivi si ritiene di aggiornare la legge regionale sulla parità di genere che, attualmente, non cita nemmeno le donne con disabilità”.

Scheda

Nei cinque articoli in cui si articola la proposta di legge, si vuole prevedere che la Regione “riconosca adeguata tutela alle donne con disabilità, quale categoria soggetta a discriminazioni multiple e trasversali, sostenendo azioni finalizzate a garantire loro una piena inclusione sociale; promuova campagne di sensibilizzazione e informazione sul tema della parità di genere in riferimento alla discriminazione multipla delle donne disabili; assicuri la piena accessibilità dei servizi e dei presidi sanitari, sociosanitari e sociali da parte delle donne con disabilità, assicurando l’offerta di informazioni, in modo specifico e adeguato alla propria disabilità, per consentire e favorire la libera scelta circa la propria salute, con riguardo anche all’ambito ginecologico, della salute sessuale e riproduttiva; elabori, nell’ambito delle misure regionali per i servizi per il lavoro, azioni per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle donne con disabilità, favorisca nelle sedi competenti forme di flessibilità adeguate alle specifiche esigenze connesse alla condizione di disabilità; assicuri iniziative per garantire alle donne con disabilità dì trovarsi sempre nella condizione di poter sporgere denuncia e adire l’autorità giudiziaria contro le violenze subite”.

 

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