Grotto, l’uomo che “sente ” il calcio

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Ha vinto otto scudetti tra i non udenti e gioca anche nel Ca’ Trenta in Seconda categoria

28_45_gdv_f1_868_1_resize_253Quando è la passione per il pallone a parlare, nessuno rimane sordo. Nemmeno chi lo è diventato da bambino, a 9 anni, perdendo quasi del tutto l’uso dell’udito. Mauro Grotto, eclettico “tuttofare” del mondo del calcio e del futsal di ogni ordine e grado, ne è la dimostrazione vivente. Sia da giocatore che da allenatore, riempiendo ogni attimo del suo tempo libero correndo dietro ad un pallone o, male che vada, facendo correre gli altri…
Partendo dall’attualità, è fresca la sua investitura a selezionatore della Rappresentativa di calcio a 5 del Comitato Csain di Vicenza, che guiderà oggi nell’impianto cittadino del Palaferrarin contro le pari grado di Padova, Venezia e Treviso, nella prima edizione del trofeo.
Un incarico tosto – ha dovuto scegliere i migliori 12 giocatori vicentini impegnati nel circuito amatoriale con poco meno di 50 club – che non spaventa Grotto, abituato a farsi intendere eccome dai ragazzi della Polisportiva Silenziosa Scledum, squadra di Schio seconda in serie A1 Csain. Il suo impegno da allenatore nel futsal “raddoppia”, ma Grotto non si accontenta del bordocampo e non teme gli straordinari.
Ha da poco compiuto 31 anni e continua il suo personale tour de force in campo, nel calcio dilettantistico Figc, tra i normododati, e nella serie A del campionato Fssi – Federazione Sport Sordi Italia.
Centrocampista di ruolo, anche se gli piace di più definirsi “mediano”, il giocatore scledense veste la maglia del Ca’ Trenta in Seconda categoria e in parallelo quella granata del Torino. Per lui ben otto scudetti vinti fra i non udenti, due di recente nelle fila del Siena con cui ha conquistato un triplete nel 2011 (con Coppa Italia e Supercoppa).
Attraverso lo sport gira l’Italia, prima a Bologna, Modena e Torre Annunziata (Napoli), fino a passare al Torino. Guadagnandosi anche la maglia della Nazionale Azzurra, con i gradi di vicecapitano negli ultimi Europei disputati in Danimarca. Guardando al calcio a 5, anche Palermo, Frosinone e Rivoli nel suo palmares, qui con un “solo” scudetto vinto, e ci riproverà nel Como stavolta.
Come è possibile conciliare tutto? «Certe settimane – racconta con ironia – capita che mi alleni venerdì sera con il Ca’ Trenta, sabato mattina parto a zonzo per l’Italia per giocare con i non udenti, rientro a Schio in nottata, giusto il tempo di dormire e sono pronto per la Seconda categoria».
Poi il futsal, il vizio di famiglia, visto che Mauro è stato allenato dal papà Maurizio (sordo anche lui e fra l’altro campione di bocce a livello nazionale), ed è fratello di Fabio Grotto, atleta in forza al Vicenza AVM in C1 e tecnico di una squadra giovanile. Quando non è pane e calcio, insomma, è pane e futsal…
L’investitura a tecnico di una rappresentativa è stata una sorpresa? «Mi ha fatto piacere – spiega – ma ci vuole tempo per far capire una filosofia di gioco e non è facile con una selezione.
Ho accettato per stima del presidente provinciale Michele Di Giambattista, a cui va il merito di aver reso competitivo questo campionato. Ringrazio lui e i miei ragazzi della Silenziosa, è grazie ai loro risultati che sono stato scelto. La soddisfazione più grande? Nonostante una menomazione uditiva sono riuscito a farmi preferire a gente cosiddetta normale per questo incarico. Abnegazione, volontà e passione danno sempre i loro frutti». Chi ha orecchie per intendere, insomma, ha trovato un intenditore di pallone, davvero a tutto tondo.

Omar Dal Maso

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