Corso Lis nelle parrocchie per l’inclusione dei non udenti

0
877 Numero visite
PUBBLICITA

Al fianco del sacerdote, durante l’omelia, per tradurre le sue parole nella lingua dei segni.

PUBBLICITA

di Filippo Passantino

lis-640x367

Oppure, negli incontri di catechesi per spiegare, attraverso il linguaggio dei gesti, il Vangelo ai bambini o ai ragazzi sordi. C’è sempre più bisogno di interpreti della Lingua italiana dei segni (Lis) nelle parrocchie. «Perché la sordità è una delle disabilità più frequenti nelle comunità ecclesiali a Roma, ma sono pochissime quelle che hanno un traduttore Lis», spiega don Luigi D’Errico, coordinatore della pastorale per le persone disabili. Così l’Ufficio catechistico diocesano ha organizzato un corso per consentire ai laici di imparare questo linguaggio. Si svolgerà in due sedi differenti per facilitare la partecipazione dei catechisti o di chi ne sia interessato.

Lezioni al via il 4 aprile nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes, in via Andrea Mantegna, a Tor Marancia, dove gli incontri si terranno tutti i lunedì, dalle 17.30. L’inizio è previsto per venerdì 8 invece nella parrocchia di San Giovanni Battista de La Salle, in via dell’Orsa Minore, al Torrino. In questo caso, gli incontri si svolgeranno ogni venerdì, dalle 18. A curare i corsi, che dureranno un paio di mesi, è la traduttrice della Lis Elisabetta Gambardella (contributo 35 euro). Durante le tre ore settimanali sarà approfondito l’alfabeto della Lis e tutte le modalità di comunicazione gestuale. Particolare attenzione sarà rivolta anche alla lettura dei movimenti delle labbra.

L’obiettivo principale dell’iniziativa, rivolta per la prima volta ai laici, è l’inclusione delle persone sorde nella comunità ecclesiale. «In passato sono stati organizzati incontri al Seminario Maggiore per fare conoscere la Lingua italiana dei segni ai seminaristi – spiega il direttore dell’Ufficio catechistico, monsignor Andrea Lonardo -. Adesso avvertiamo il bisogno di incoraggiare le parrocchie a integrare le persone sorde, ma per farlo è necessario che qualcuno sappia parlare con loro». Sul web sono sorte varie iniziative. Ad esempio, su Facebook i «Sordi italiani» mettono a disposizione il Vangelo di Marco in lingua dei segni, oltre alle omelie domenicali. Dal virtuale al reale, la speranza di monsignor Lonardo è quella di individuare una parrocchia in cui i sordi possano radunarsi e seguire l’omelia o i vari momenti della Messa grazie a un traduttore. (Filippo Passantino)

http://www.romasette.it/

Notizia