Nell’Europa Comunitaria la Donna Italiana è in equivalenza con quella UE?

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L’Europa comunitaria conta 257 milioni di donne e 245 di uomini, come dire 105 donne ogni 100 uomini, mentre queste ultime sono il 15% più numerose dei maschi tra la popolazione dei Paesi UE .

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In alcuni, come Svezia Lussemburgo Malta i due sessi sono numericamente in parità, come afferma l’Eurostat che dedica una ricerca statistica ai due sessi della già trascorsa “ Giornata Internazionale della Donna “, senza distinzione di età, razza, appartenenza politica, religione .A questo ultima distinzione ricordo, perché abito con mia moglie nel loro Istituto, le RR Suore Figlie di San Camillo in quel di Sant’Alfio (CT) che si applicano “ con dedizione nello svolgere il loro servizio “, anzi “Missione” come ha riconosciuto Papa Francesco, venute in Italia da altri Continenti, che permette di vedere non solo un angolo di vita comunitaria, ma anche di osservare le Religiose con un modello davvero invidiabile di osservanza della vita umana per “altri”.Dai dati statistici Eurostat riferiti alla fine del 2011 emergono anche fenomeni Sociali e Culturali, abitudini di vario tipo e si scopre che nella popolazione UE con oltre 65 anni, le donne sono quasi il 40% in più degli uomini, mentre in Italia il 15% della popolazione anziana nel 2025 sarà del 25% ,in Lettonia ci sono 208 donne con oltre 65 anni su 100 uomini ; in Estonia 204, in Lituania 197 ; in Svezia la popolazione anziana vede 123 donne per 100 uomini. Ed ancora secondo l’Eurostat la proporzione di donne minacciate dalla povertà, dalla emarginazione, dall’esclusione sociale è sempre superiore a quella degli uomini, inoltre nei Paesi in cui è più elevato il livello di istruzione, minore è la differenza nel tasso di occupazione tra maschi e femmine, mentre tra le persone che effettuano acquisti on line, le donne si rivolgono ad acquistare soprattutto l’abbigliamento, profumeria, articoli da bellezza, mentre gli uomini comprano apparecchi elettronici, fotografici e soprattutto computer esteri .

L’uguaglianza tra uomo e donna è una comparazione fondamentale per le società, mentre promuovere la parità tra i sessi deve essere al centro dell’Agenda Politica di tutti i Paesi, perché finché le donne non avranno raggiunto le stesse opportunità degli uomini non ci sarà mai  una vera democrazia e lo dico da ex Direttore di Sezione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la “ Condizione Femminile “( 30.11.1978 al 3.8-1979) .

 

Da tempo è stata in esame presso il Consiglio di Europa il ruolo avuto dalle donne nella primavera araba, dove si parlava di partecipazione di importanti figure femminili in ogni Stato, comunque le donne sono state talmente coinvolte in ogni fase del cambiamento che non sappiamo se il risultato sarebbe stato lo stesso senza il loro apporto. Di qui è importante riconoscere il contributo delle donne nella guida delle Riforme e nel Progresso Economico/Sociale ed è essenziale che le voci delle donne siano ascoltate nella costruzione della nuova società araba, soprattutto nella lotta contro la discriminazione sociale, in quanto se le donne venissero di nuovo emarginate, come in passato, la primavera araba potrebbe diventare una “nuova cattiva stagione”, mentre è necessario un modello Welfare che tenga conto delle esigenze delle donne, in particolare di quelle più anziane, con l’impegno per contrastare ogni forma di violenza sia fisica, psicologica, verbale .

Ma ci si domanda qual è la vocazione innata nella donna e quale è il ruolo in seno alla comunità umana ?

Dobbiamo ammettere che in ogni tempo la donna ha contribuito ad una equilibrata crescita e conformazione dell’umana connivenza costituendo una ricchezza non solo del focolare domestico, ma nell’intera comunità, restando pur sempre protagonista privilegiata del cambiamento in continua evoluzione della nostra società, dove si tenta, ancora, di distruggere il principio fondamentale della famiglia che è la cellula prioritaria della n/s società . Non si deve ignorare che esistono altre famiglie dove insiste un malato fisico che trova ancora intralci architettonici nelle strade delle n/s città e dei n/s paesi, un disagiato psichico in cerca di Riforma da ben 40 anni, quello in stato vegetativo che stanzia nelle famiglie, tutti in cerca di una Giustizia Legislativa e dove tutti quasi “vivono” con euro 282,55 mediamente al mese, una misera “sopravvivenza”, un orrore, una ingiustizia sociale !

Ed ancora non si devono dimenticare madri, sorelle vittime indifese di violenze d’ogni genere, specie quelle di stupri ricorrenti, che lasciano nell’animo della vittima profonde “ ripercussioni”, “cicatrici indelebili”, “ ricordi malefici” .E’ opportuno ricordare donne con distinzioni manageriali molto bene operanti nel sistema economico; donne casalinghe “eroine sociali” angeli della famiglia che devono affrontare, ripeto, problematiche intense con congiunti disabili fisici, malati in stato vegetativo malati psichici, donne ancora oggi che si trovano senza adeguati specifici Provvedimenti Legislativi finalizzati ad alleviare le sofferenze dei loro cari fino alla fine della vita, non dimenticando le Suore che agiscono nelle Case di Riposo da sagge, autentiche, donne eroine che si sacrificano per gli altri.

Si va instaurando un “relativismo” del proprio egoistico “io”, una “immoralità” dannosa per le giovani generazioni, una cultura di “delirio e di idolatria” verso gli animali ( che rispettiamo nuova moralità che supera il centralismo dell’uomo e lo relega al di sotto del genere umano ), il tutto in un petulante e quasi quotidiano “diverbio politico”.Un “argomento” molto delicato ed importante per la salute dei cittadini e per la famiglia, pare, si vada facendo strada fra la gente, in quanto logiche di convenienza e di connivenza vogliono tendere, come si vocifera in nome del risparmio, a dimettere dalle Corsie Ospedaliere ed abbandonare al loro destino il paziente che ha “esaurito” il “quid finanziario” riservato al malato dal Servizio Sanitario Nazionale, ma “cosa” gravissima ed inconcepibile se il paziente è disabile, in tarda età od in fase terminale di vita dimettendolo anzitempo dalle strutture nosocomiali senza adeguate protezioni alternative, tanto che si finisce con l’aggravare il loro precario stato di salute.Se è vera, ripeto, questa voce di ricorrente corridoio, allora non ho nessuna remora a definire una eutanasia mascherata, un “atto” incivile, antisociale, discriminatorio del genere umano, non degno dell’Italia civile e cristiana.

Dobbiamo conoscere la verità dal Parlamento Italiano!

Questi ricordi comunque, li dobbiamo festeggiare nella consapevolezza e nell’augurio di “rivedere” una società che attribuisca valori umani e cristiani nel “viaggio della vita”, per una ricerca ed un desiderio di un rapporto profondo e concretamente solidale fra il genere umano.Questo è il significativo ricordo della Europa Comunitaria dove la Donna Italiana deve essere espressione della donna paritaria, per un rinnovamento continuo della società verso valori etici e per il bene comune.

E con il saggio pensiero del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza “!

Previte

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