Veneto. Test rapidi in farmacia

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Bozza (FI): “Passo in avanti della Regione, ma lo Stato permetta la detraibilità fiscale. Nelle farmacie prezzo calmierato, lo abbassino anche i centri analisi”. E sulla mascherine trasparenti per non udenti in farmacia: “Uffici pubblici e medici di base seguano l’esempio”

Test rapidi nelle farmacie: il Consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, che in campagna elettorale e a novembre aveva proposto l’iniziativa nel veronese, condivide il protocollo della Giunta Zaia che istituisce, su base volontaria, i test antigenici nelle farmacie venete.

“È un passo in avanti importantissimo per permettere costantemente ai cittadini di monitorarsi, distribuendo la popolazione in più punti del territorio, evitando così le lungaggini e le code che si vedono ancora oggi nei centri tamponi pubblici e privati” dice Bozza. Che ricorda come “solo nella Provincia di Verona sono 250 le farmacie presenti, una ogni 3 mila abitanti, quale miglior modo per velocizzare i test?”.

Bozza però rilancia: “Bene che sia stato fissato un prezzo massimo di 26 euro, tuttavia ricordo che nei centri analisi un tampone costa dai 40 euro in su, chiaramente si tratta di libero mercato e pertanto mi auguro che proprio il mercato si autoregoli e che anche questi centri abbassino il prezzo”. Nel centri privati, tra l’altro, sottolinea Bozza “servirebbe che il personale addetto al test rapido sia riconosciuto come operatore abilitato, credo che l’Ulss dovrebbe fungere da organo di coordinamento a tal proposito”.

Ma non solo: “Lo Stato dovrebbe permettere ai cittadini la detraibilità fiscale al 100% del costo del tampone, che sia nelle farmacie o nei centri Ulss o in quelli privati, data l’utilità pubblica e sociale del test”.

Alta notizia positiva è l’iniziativa di Federfarma sulla mascherina inclusiva, cioè con inserto trasparente, per venire incontro alle esigenze dei non udenti. “Questa è stata una battaglia di questi mesi dell’Ens e delle associazioni – ricorda Bozza – l’iniziativa di utilizzare le mascherine trasparenti dovrebbe essere imitata ed estesa anche negli uffici pubblici di front office e tra i medici di base”.

 

 

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