Ultime notizie su pensioni. Cosa cambia nel 2017 sulle pensioni

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Pensioni, con la manovra del governo cresce la Quattordicesima. Pensioni, ecco che cosa cambia nel 2017.

La Legge di Bilancio rafforza da quest’anno del 30% la misura della quattordicesima per i pensionati sino a 750 euro al mese ed amplia la platea degli aventi diritto sino alle pensioni di importo non superiore a 2 volte il trattamento minimo.

La manovra conferma l’incremento e l’estensione della platea dei lavoratori che avranno diritto alla 14^ mensilitĂ . L’articolo 1, co. 187 della legge 232/2016 rafforza da quest’anno la quattordicesima mensilitĂ , il bonus attualmente oscillante tra 336 e 504 euro in base agli anni di contributi che si possono vantare, riconosciuto con la mensilitĂ  di luglio di ogni anno ai pensionati Inps con piĂą di 64 anni aventi redditi inferiori ad un determinata soglia.
Nello specifico coloro che possono vantare un reddito inferiore a 9.786,86 euro lordi (1,5 volte il trattamento minimo Inps) cioè una pensione non superiore a circa 750 euro al mese otterranno un incremento del bonus di circa il 30% rispetto alle somme corrisposte sino allo scorso anno: si passerà rispettivamente a 437 euro dai 336 attuali per chi può vantare fino a 15 anni di contributi (18 anni gli autonomi); a 546 euro dai 420 euro attuali per i lavoratori che vantano da 15 a 25 anni di contribuzione (da 18 anni a 28 anni gli autonomi) e a 655 euro dagli attuali 504 euro per i lavoratori con più di 25 anni di contribuzione (più di 28 anni gli autonomi).

La vera novitĂ  riguarda, tuttavia, l’estensione delle platee degli aventi diritto anche a coloro che posseggano un reddito compreso tra 1,5 volte e 2 volte il trattamento minimo del fondo pensione lavoratori dipendenti (cioè risulta compreso tra 9.780 e 13 mila euro circa all’anno). Attualmente tale fascia è risultata esclusa dal beneficio. Dal prossimo luglio questa platea di pensionati otterranno per la prima volta la corresponsione del bonus anche se in misura minore rispetto alle cifre sopra indicate. Il bonus sarĂ  pari a 336 euro per chi può vantare fino a 15 anni di contributi (18 anni gli autonomi); 420 euro per i lavoratori che vantano da 15 a 25 anni di contribuzione (da 18 anni a 28 anni gli autonomi) e a 504 euro per i lavoratori con piĂą di 25 anni di contribuzione (piĂą di 28 anni gli autonomi). Si veda la tavola sottostante per maggiori chiarimenti.

Non ci sono novitĂ  per quanto riguarda la determinazione dei redditi da prendere in considerazione ai fini della concessione della somma aggiuntiva: resteranno rilevanti, pertanto, oltre alla pensione, i redditi di qualsiasi natura, con l’esclusione dei trattamenti di famiglia, le indennitĂ  di accompagnamento, il reddito della casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto e competenze arretrate. Sono escluse, inoltre, le pensioni di guerra, le indennitĂ  per i ciechi parziali, l’indennitĂ  di comunicazione per i sordomuti.

Confermato anche il perimetro di applicazione della misura. Il bonus spetterĂ  ai pensionati ultra64enni titolari di qualsiasi trattamento pensionistico (ex pensione di anzianitĂ , pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di inabilitĂ , pensione ai superstiti e assegno ordinario di invaliditĂ ) erogato dall’assicurazione generale obbligatoria e dai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi con inclusione anche del fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, della gestione separata, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti). Restano esclusi i pensionati Inpgi. Non ottengono il bonus, è bene ricordarlo, i soggetti titolari di trattamenti di invaliditĂ  civile (es. pensione di inabilitĂ  civile, assegno mensile, eccetera) dato che queste prestazioni hanno natura assistenziale (non sono trattamenti cioè erogati sulla base del rapporto assicurativo con l’ente previdenziale) nè i titolari di Naspi o di trattamenti contro la disoccupazione. Nè tanto meno i percettori di assegno sociale o pensione sociale.

fonte http://www.pensionioggi.it

http://www.affaritaliani.it

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