L’Inps si fa i conti in tasca: pensioni sempre più “povere” e a rischio

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Un po’ come la legge di gravità e le leggi della fisica in generale, l’economia ci appare spesso come un limite, una gabbia, tanto che qualcuno l’ha anche definita “la scienza triste”.

Carlo Sala –

inps

Ma per l’economia, come per la fisica, il manto di grigiore che l’avvolge davanti agli occhi dell’ordinary man, l’uomo qualunque, può essere squarciato e regalare l’immensa sorpresa di un universo tutto da scoprire, dove non esistono solo vincoli ma anche opportunità. Così come, pur senza essere un angelo e senza avere ali, scoprendo le leggi della fisica l’uomo ha sfruttato l’opportunità di riuscire a volare, così – ed è quello che ci prefiggiamo con questo blog – affrontando l’economia senza timori, ciascuno può provare a divenire un asso. Non un asso dell’aviazione ma un asso di denari

Il presidente Tito Boeri ha illustrato alcuni giorni fa lo stato di salute dell’Inps. Di seguito le cifre più significative della previdenza italiana. Quasi 6 milioni di pensionati hanno ricevuto meno di 1000 euro al mese nel 2015; benché si tratti del 38% del totale degli assistiti dall’Inps, questi pensionati assorbono solo il 15,6% della spesa complessiva: poco più di 43 miliardi di euro nel 2015. A prendere poco sono soprattutto donne (3,95 milioni).

I pensionati sono 15,6 milioni e valgono 275,2 miliardi di importo importo lordo annuo di reddito pensionistico. La percentuale di coloro che ricevono meno di mille euro (su 12 mensilità dato che la tredicesima nei nuovi calcoli è inglobata nei 12 mesi) è comunque diminuita rispetto al 2014 passando dal 40,3% (con i nuovi criteri) al 38%.

Un milione di pensionati riceve oltre 3mila euro mensili, si tratta del 6,5% del totale degli assistiti dall’Inps e sono per circa tre quarti uomini (745.238 a fronte di 265.140 donne). La fascia tra i mille e i 1.500 euro al mese (3,4 milioni di persone) è pari al il 22% del totale dei pensionati mentre quella tra i 1.500 e i 2 mila è pari al 18,1%. Le prestazioni previdenziali sono 17,1 milioni (quasi un terzo delle quali, 5,8 milioni, di anzianità o anticipate) mentre quelle assistenziali sono 3.837.802.

Poco più di 100 persone in un mese hanno aderito al part-time agevolato previsto per le persone distanti meno di tre anni dall’accesso alla pensione. La misura, in vigore dal 2 giugno, è destinata ad avere “costi amministrativi superiori alle somme erogate”.

Per gli esodati in base alla legge Fornero sono stati invece spesi 11,4 miliardi, pari al 13% dei risparmi previsti della riforma Fornero del 2011 (88 miliardi per il periodo 2012-2021). Il 75% della spesa è concentrato nel periodo 2015-2018.

I permessi per disabilità grave o assistenza a familiari disabili costano oltre 3 miliardi l’anno, con forti differenze tra il lavoro pubblico e privato: 6 giorni di media nel primo contro 1,5 nel secondo. Nel settore pubblico 440 mila persone (su circa 3 milioni di lavoratori complessivi) usufruiscono dei permessi, mentre nel privato i titolari sono 450mila su una platea molto maggiore

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