Parcheggio nella Scuola per sordi: “Non abbiamo soldi, l’alternativa è chiudere”

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A firmare la delibera commissariale che dà l’ok al bando è il professor Ivano Spano, commissario straordinario dell’Istituto. Risponde così alle polemiche sollevate dai genitori degli studenti: “Non abbiamo soldi, o il parcheggio o si chiude”

Di Ginevra Nozzoli

Via Nomentana Roma
Via Nomentana Roma

Non sembra esserci alternativa: senza il parcheggio si chiude ‘la baracca’. A meno che i soldi non piovano dal cielo, o dal Ministero. L’aria che tira nelle aule dell’Istituto per Sordi di via Nomentana non è delle migliori. Recente la notizia di una delibera a firma del commissario straordinario che autorizza lo sfruttamento del sottosuolo del giardino per la costruzione di un parcheggio interrato. Una gara d’appalto con un bando già pronto che aspetta solo di partire.

A dare l’idea di come il progetto sia stato accolto ci sono un ricorso al Tar e un’interrogazione parlamentare. Posizioni contrarie alle quali abbiamo già dato visibilità. I timori di chi grida allo scandalo sono facilmente intuibili: inquinamento, prigionia dentro aule sigillate per attutire l’impatto delle polveri e tutto senza un angolo di verde per almeno due anni, durata minima dei lavori. Una situazione che non piace ma che, ci ha spiegato chi ha dato il suo via libera, rischia di essere inevitabile visto che l’Istituto -statale- non vede fondi ministeriali dal 1997. “Siamo buoni tutti a lamentarci, a fare polemiche senza conoscere i progetti e senza sapere le motivazioni che, sinceramente, non mi lasciano alternative”.

Tra il dispiacere di sentirsi addidato come autore di uno scempio e la convinzione di agire nella massima buona fede, il professor Ivano Spano, commissario straordinario dell’Istituto per Sordi di Roma e firmatario della delibera che ha sollevato il polverone, ci spiega i perché e i per come dell’opera ‘incriminata’. I motivi dell’appoggio a un progetto che invaderà con ruspe e calcinacci l’unico spazio verde della scuola

I FONDI – “Siamo con l’acqua alla gola, le casse sono vuote, devo pagare gli stipendi e lo faccio già in ritardo, non so più come fare”. Sì perché le uniche entrate dell’Istituto arrivano dagli affitti pagati dal Comune (nel palazzo sono ospitate aule di un asilo e di scuole primarie che rientrano appunto nella gestione comunale, ndr) e dalla Provincia, che lì continua ad avere degli uffici, nonostante la chiusura dell’ente. Per il resto è un deserto.

“Ogni tanto riusciamo a ottenere dei finanziamenti”. Come quello della Regione che ha permesso la ristrutturazione di una biblioteca interna. “Ma anche questi soldi, a bilancio dal 2009 -continua Spano- sono arrivati solo in parte”. Chi è che non paga quanto dovuto? Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca che, secondo la legge Bassanini del ’97, dovrebbe stilare un regolamento per la trasformazione dell’Istituto in Ente Nazionale. Un gran riconoscimento essere ente di diretta emanazione dello Stato per l’unica scuola d’Italia che applica metodi didattici innovativi basati su una formazione bilingue rivolta sia a bambini sordi che a bambini udenti

Grande riconoscimento sì ma solo sulla carta visto che sono passati 16 anni e i fondi sono ancora congelati. “I dipendenti vengono pagati con ritardi di settimane che ormai sono diventati la regola. Appena cade una goccia d’acqua dal soffitto, e questo vale per tutti gli interventi di manutenzione che riguardano l’istituto, non sappiamo come pagare”.  Detto questo, non tutto il male verrebbe per nuocere. “E’ vero che il cantiere porterà degli ovvi fastidi che porterebbe a chiunque e in qualunque altra situazione, ma è altrettanto vero che tempo due anni, massimo tre, lo spazio verde sarà completamente rinnovato”. E le casse dell’istituto, da tempo a secco, faranno il pieno.

IL PROGETTO – L’aggiudicatario del bando (prot. n. 188 del 15.02.2013 in attuazione della Delibera Commissariale del 12.10.2012, ndr) dovrà versare all’Istituto la somma offerta (si parte da una base di 2 milioni di euro) più altri 200 mila come rimborso spese e “provvedere – si legge nel testo – alla sistemazione dell’area di superficie come proposta in sede di offerta, che resterà in proprietà e in uso esclusivo all’Istituto Statale Sordi concedente”. In quello che è ancora solo un disegno si vede chiaramente cosa ne sarà dello spazio attuale: la tettoia sulla destra -guardando il giardino dal lato di via Maurizio Bufalini- verrà abbattuta, stessa cosa per la costruzione sulla sinistra, che attualmente ospita un laboratorio teatrale di un’associazione esterna alla scuola. Nel mezzo verrà costruito una sorta di anfiteatro per spettacoli estivi.

PRO E CONTRO – Insomma, “sicuramente una ricchezza in più per l’Istituto” spiega Spano. E con l’offerta della ditta appaltante si garantirebbe una paga sicura e puntuale ai dipendenti e un servizio migliore agli studenti. I genitori però lamentano di non essere stati consultati a sufficienza e i senatori che hanno presentato l’interrogazione parlamentare vogliono vederci chiaro sui rischi di inquinamento da polveri sottili e su eventuali ripercussioni sulla salute degli utenti.

“Abbiamo preso tutte le precauzioni previste dalla legge. L’ok ci è stato dato dall’avvocatura dello Stato, è prevista una fideiussione di 1 milione e 200 mila euro in caso di superamento dei limiti di emissione di polveri inquinanti. E’ tutto nel rispetto della normativa vigente”. Ma soprattutto, “è tutto fatto per il bene dell’istituto che sta andando avanti praticamente senza una lira da tempo”. Da 16 anni. Un’eternità.

http://nomentano.romatoday.it/

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