“Professione interprete di lingua dei segni: per una vera accessibilità”

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Si è svolto oggi a Roma, nella sede del Senato della Repubblica, il convegno“Professione interprete LIS. Per una vera accessibilità” organizzato da Anios, associazione nazionale interpreti lingua dei segni. Obiettivo dell’incontro: approfondire e definire le tematiche connesse al formale riconoscimento del ruolo professionale e della funzione sociale dell’interprete di Lingua dei Segni Italiana.

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Roma, 29 maggio 2019 – Nell’ambito dell’interpretariato in lingua dei segni, in Italia si è iniziato a parlare di professione di interprete di lingua dei segni ormai più di trent’anni fa. Da allora i professionisti hanno compiuto un lungo cammino fatto di miglioramenti e specializzazione della formazione, di riflessione sul proprio ruolo nei confronti dell’utenza e della committenza, di specializzazione tecnica e riflessione etica.

I trent’anni sono stati segnati anche da molte battaglie, come quella per il riconoscimento della Lingua dei Segni italiana, accanto alla comunità sorda; riconoscimento che non è un atto politico, ma prima di tutto un dovere civico nei confronti di una porzione di popolazione che ancora fatica ad avere piena accessibilità alla vita sociale, amministrativa, politica del Paese e alla piena informazione.

Lucia Rebagliati, Presidente nazionale ANIOS ha affermato:” La lunga battaglia che da anni portiamo avanti è anche quella del riconoscimento della nostra professione e del nostro ruolo. Ruolo che ancora oggi patisce i confini legati alla considerazione di professione sociale agli occhi dei non addetti ai lavori, ma che è invece fortemente improntato ai servizi linguistici, pur non dimenticando la particolarità dei fruitori dei nostri servizi. Il titolo che abbiamo scelto per il convegno è anche un invito alla riflessione su quale accessibilità il legislatore, il mondo politico, le amministrazioni e i servizi pubblici e privati intendano costruire. Come associazione di categoria professionale abbiamo il dovere di mettere tutti in guardia dai rischi legati all’accessibilità a tutti costi: l’accessibilità deve essere necessariamente professionale. Altrimenti a pagarne le spese sarà proprio quell’utenza che invece si intende come destinataria”.

Moderati da Benedetta Marziale, i lavori sono stati aperti da Bianca Laura Granato, senatrice, componente della VII Commissione Cultura di Palazzo Madama, che ha affermato: “manca, a livello giuridico, una disciplina generale che regoli la professione di interprete LIS, di fondamentale importanza in tema di inclusione. È assolutamente necessario, quindi, introdurre nell’ordinamento regole sulla formazione e sulla certificazione di questi professionisti, definendo anche percorsi di studio specifici in grado di garantire una formazione uniforme su tutto il territorio nazionale”.

E’ intervenuto inoltre Humberto Insolera dell’EDF (European Disability Forum) che ha commentato: “Nell’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti alle persone con disabilità si parla di “professionisti esperti nella lingua dei segni”, la convenzione è stata ratificata in Italia. Dunque l’Italia ha preso l’impegno di rispettare questo accordo. Gli interpreti non preparati sono un grave danno per la comunità sorda. Dobbiamo lavorare insieme: ENS, comunità sorda, Governo e associazioni per vincere questa battaglia in Italia come è già avvenuto negli altri Paesi Europei”.

Tra i partecipanti al convegno anche Federnotai, con cui ANIOS ha firmato nel 2017 un protocollo d’intesa con l’obiettivo di garantire un servizio di interpretariato professionale in occasione della partecipazione dei sordi agli atti notarili.

Sono intervenuti, tra gli altri: Giuseppe Petrucci, presidente dell’ENS (Ente Nazionale Sordi), Ivano Spano dell’Istituto Statale dei Sordi di Roma, la Senatrice Michela Montevecchi,  Ivana Bucko e Marinella Salami dell’European Forum of Sign Language Interpreters; Anna Cardinaletti del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Franco Valente, direttore  di Confprofessioni e Fondoprofessioni; Giovanni Liotta, presidente di Federnotai; Stefano Marrone, presidente di AIIC Italia (Association Intérnationale des Interprètes de Conférence).

Ufficio stampa ANIOS

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