Un sostegno culturale alla causa di canonizzazione

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di Dario Bortolin

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Grande interesse per il volume “Odorico delle meraviglie”, di Paolo Cicconofri, Giulio Cesare Testa e Carlo Vurachi, presentato all’ex convento di San Francesco a Pordenone. Si tratta di una pubblicazione di 165 pagine dalla particolare veste grafica.

odorico

Spiega il dottor Carlo Scaramuzza, presidente dell’associazione cittadina Cintamani che ha curato l’edizione e lo promuove: «Di ritorno dal viaggio in Cina, su richiesta dei suoi superiori, nel 1330 Odorico detta al confratello Guglielmo di Solagna l’“Itinerarium de mirabilibus orientalium Tartarorum”, conosciuto anche come “Relatio”, il quale riscuote subito grande interesse tra i contemporanei. Agli inizi del 1400 viene realizzato per il duca di Borgogna Giovanni Senza Paura, un manoscritto, “Le livre des merveilles”, attualmente conservato a Parigi nella Biblioteca nazionale di Francia, composto da sette testi che parlano dell’Oriente, tra cui vi è quello odoriciano nella versione francese del Le Long. Quest’ultimo manoscritto, costituito da trentotto pagine impreziosite da diciotto miniature, è stato per la prima volta tradotto in italiano, a costituire l’opera “Odorico delle Meraviglie”. l volume si completa con gli approfondimenti del professor Cicconofri e il corredo di oltre trecento immagini che aiutano il lettore a comprendere la complessità e la veridicità del viaggio di Odorico».

Un volume di grande importanza e innovativo…

«Certamente. E questo è dovuto principalmente all’originale idea di Paolo Cicconofri, e all’efficace lavoro di gruppo dei tre autori. La traduzione in italiano è stata curata dal professor Carlo Vurachi. Di rilievo le ricerche di Cicconofri, autore dei sei essenziali approfondimenti, tra cui voglio sottolineare quelle relative alla vicenda dei martiri di Thane, non sempre adeguatamente considerato nella letteratura odoriciana. Infine vi è l’apporto di Giulio Cesare Testa, pioniere e decano degli studi odoriciani che ha sostenuto con esperienza e competenza la realizzazione dell’opera».

Qualche particolarità?

«Sicuramente l’aggiornata biografia di Odorico e la completa bibliografia. I contenuti vengono proposti al lettore con un linguaggio agevole e comprensibile: il volume è accessibile a tutti. Grazie al ricco corredo di immagini potrebbe diventare un utile sussidio scolastico per conoscere la figura di Odorico da Pordenone».

Come mai la sua associazione che si occupa di tessuti e tappeti si è fatta promotrice di questa pubblicazione?

«I motivi sono molti. Per prima cosa si rifletta sul fatto che occuparsi di arte, qualsiasi arte, richiede un approccio multidisciplinare alla cultura di chi quell’arte produce. Come associazione siamo interessati ai fatti che riguardano l’intero spazio euroasiatico, a maggior ragione se ne è protagonista un concittadino che nel 1300 ha attraversato i territori che oggi noi stessi visitiamo. Ci piace essere concreti e lasciare dei segni della nostra attività che siano possibilmente condivisibili con tutti: un libro si presta a questo fine. Promuovere

il volume è anche un omaggio a Pordenone e, forse, un piccolo sostegno alla causa di canonizzazione del Beato».

Il volume è reperibile alla libreria Al Segno o contattando l’associazione al cellulare 3485117621 da lunedì a venerdì, dalle 12 alle 13.

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