San Francesco di Sales. A Piedimonte Matese è festa per molti, domani l’appuntamento

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Sarà festa per molti a Piedimonte Matese, domani, in occasione della memoria liturgica di San Francesco di Sales, dottore della Chiesa nato nel 1567, venerato come patrono dei giornalisti, degli autori, degli scrittori e dei sordomuti. Nella chiesa di San Tommaso d’Aquino (comunemente San Domenico), a Piedimonte Matese, alle 18.00, sarà celebrata la Messa da don Vittorio Marra e durante la preghiera non mancheranno intenzioni particolari.
Vi spieghiamo perchè…

La parrocchia di Santa Maria Maggiore, che custodisce una reliquia del Santo e un pregiato busto di legno del XVII secolo, per una circostanza che definiremmo causale, da gennaio 2017 ha accolto ben 3 Suore dell’ordine di San Francesco di Sales giunte a Piedimonte Matese per il servizio pastorale e che proprio del santo portano la spiritualità, tradotta nelle parole mitezzadolcezzadialogo e umiltà.
Seppur la presenza delle salesie non sia una novità, in quanto da 30 anni un’altra comunità è presente ed opera ad Alvignano nella pastorale e con una Scuola paritaria, quella piedimontese ha significato un valore aggiunto donato al territorio matesino (leggi)che in passato ha visto venir meno la presenza religiosa sia con la chiusura dell’Istituto delle Canossiane, sia con l’impoverimento di presenze nel Monastero femminile San Benedetto (dove, da due anni, e anche in questo caso per l’interessamento del vescovo Di Cerbo, sono giunte le Monache Adoratrici perpetue).

Ma San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, chiama in causa, nella ricorrenza di domani, anche la presenza della Redazione di Clarus, giornale nato nel 1999 e che quest’anno ricorda i suoi 20 anni di presenza sul territorio. Del Santo patrono, annunciatore del Vangelo (di lui si ricorda la tecnica affissione di manifesti e la distribuzione di fogli sulle porte delle case), non si può che cogliere e prendere l’originalità, l’audacia, il coraggio di narrare il buono e narrare bene, prediligendo il dialogo con tutti e la disponibilità all’ascolto.
Alla messa di domani, invitiamo i colleghi giornalisti ad esserci, a prendere parte alla preghiera, momento in cui, per il credente comincia ogni lavoro, ogni responsabilità, ogni risposta quotidiana.

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