Inferno in Egitto. L’esercito spara in piazza, almeno 150 i morti

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I soldati aprono il fuoco sui manifestanti. Guerra di cifre sulle vittime. Per Fratelli 2.200. Impossibile una stima indipendente. Uccisi due giornalisti. Dichiarato lo stato di emergenza per un mese, coprifuoco di notte. El Baradei si dimette da vicepresidente. Casa Bianca: ‘Rispettare diritti umani’. Allarme di Ue e Bonino. In fiamme ministero finanze al Cairo

Il Cairo, 14 Agosto 2013

20130814 egitto esercito big lav_280xFreeIn Egitto è stato dichiarato lo stato di emergenza per almeno un mese a partire dalle 16 di oggi. Lo ha annunciato la Tv di stato citando un comunicato della presidenza. Il Consiglio dei ministri ha deciso il coprifuoco in Egitto dalle 19:00 di oggi alle sei del mattino di domani.

Per il governo sono almeno 149 le persone che hanno perso la vita in mattinata negli scontri con l’intervento delle forze della sicurezza egiziana per disperdere i
sit-in a sostegno del deposto presidente Mohammed Morsi. Lo rende noto
il responsabile dei servizi di emergenza del ministero della Salute egiziano, Mohammed Sultan, precisando che oltre 1.400 persone sono rimaste ferite.

Il maggior numero di vittime di registra nei pressi dei due principali sit-in al Cairo, quelli nelle piazze di Rabaa al-Adawiya e al-Nahda, dove si contano 23 morti e 447 feriti.

Minacce
Il movimento integralista Jamaa Islamiya, vicino ai sostenitori di Morsi, ha avvertito che se non cambierà la situazione in Egitto “ci sarà una rivoluzione globale in tutto il Paese”. In un comunicato l’organizzazione denuncia “i massacri commessi dal regime
militare golpista contro sit-in pacifici a Rabaa e Nahda”.

Reporter uccisi
Un cameraman britannico di Sky News è stato colpito e ucciso negli scontri in Egitto. Si chiama Mick Deane, la notizia è sulla home page del sito.

Anche la reporter di Xpress, del gruppo emiratino Gulf news, Habiba Ahmed Abd Elaziz, 26 anni, è stata uccisa stamani al Cairo. Lo riferisce il sito di Gulf News, aggiungendo che secondo i familiari si trovava nella piazza pro-Morsi di Rabaa quando le hanno sparato. La cronista di origine egiziana era in vacanza nel suo Paese.

Nato: stop violenza e ripristinare processo politico
“L’Egitto è un partner importante per la Nato e per il dialogo mediterraneo”. Lo ha affermato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen in una nota. “Sono profondamente preoccupato – ha detto Rasmussen – per la situazione in Egitto e del continuo bagno di sangue” ha detto Rasmussen. “Mi appello a tutte le parti affinchè mettano un freno alla violenza e lavorino per ripristinare il processo politico”.

Casa Bianca: governo rispetti i diritti umani
Gli Stati Uniti chiedono con fermezza che i leader dell’esercito egiziano rispettino i
basilari diritti umani del loro popolo. Lo rende noto la Casa Bianca.

L’Ue: stop alle violenze
La notizia dei morti durante lo sgombero dei presidi pro-Morsi da parte della polizia in Egitto è “estremamente preoccupante” per la Ue. “Ribadiamo che la violenza non condurrà ad alcuna soluzione e facciamo appello alle autorità egiziane a procedere col massimo autocontrollo”, ha detto il portavoce di Catherine Ashton.

Bonino: si fermi la violenza
“Mi rivolgo a tutte le forze in campo in Egitto affinché facciano tutto quanto in loro potere per fermare immediatamente la violenza esplosa nel Paese ed evitare un bagno di sangue – ha dichiarato il ministro degli Esteri, Emma Bonino – E’ necessario che le forze dell’ordine esercitino il massimo autocontrollo, cosi come da parte di tutti deve essere evitato ogni incitamento alla violenza”.

I Fratelli Musulmani: è una strage
Mohammed el-Beltagy, uno dei leader dei Fratelli musulmani, ha dichiarato che il bilancio dei morti dopo gli sgomberi dei sit in dei sostenitori dell’ex presidente Mohammed Morsi è di più di 300 persone. El-Beltagy ha chiesto alla polizia e ai soldati dell’esercito di ammutinarsi contro i loro comandanti, e agli egiziani di scendere in strada per mostrare la loro disapprovazione contro i raid sui sit in. “O, popolo egiziano, i tuoi fratelli sono in piazza…Rimarrai in silenzio finchF il genocidio non sara completato?”, ha dichiarato el-Beltagy, che è stato poi arrestato dalle autorità egiziane.

Il Governo: perseguiremo i sabotatori
Il governo ad interim egiziano fa appello ai manifestanti “a dare prova di saggezza e a mettere gli interessi della patria davanti a tutto”. Il portavoce ha riferito che “il consiglio dei ministri è determinato a fare fronte con fermezza ai sabotatori e a perseguirli”. Il consiglio dei ministri scarica inoltre “la responsabilità della degenerazione della situazione di sicurezza nel Paese sui dirigenti dei Fratelli musulmani”. “Il governo si rammarica per le vittime, qualunque sia la loro appartenenza, e sottolinea gli sforzi delle forze di sicurezza per la moderazione di fronte agli atti di violenza”, aggiunge il portavoce.

Al Azhar: basta morti
La più alta istituzione religiosa sunnita, “non era al corrente della decisione di mettere fine ai sit-in” dei sostenitori di Morsi, “lo ha saputo dai media”. Lo dichiara alla tv di Stato il gran imam della moschea, Ahmed al Tayeb, dopo che al Azhar aveva sostenuto nelle scorse settimane la destituzione del presidente per mano dei militari

Parrocchia in fiamme
I sostenitori del deposto presidente egiziano Mohammed Morsi hanno incendiato un centro giovanile cristiano a Fayoum, nell’Alto Egitto. Lo rende noto il sito di al-Ahram, precisando che il luogo dato alle fiamme si trova vicino al centro giovanile musulmano dove era in corso una protesta per chiedere il reintegro di Morsi.
In precedenza al-Jazeera aveva riferito che uomini a volto coperto hanno assalito e
incendiato due chiese nel governatorato di al-Minya, a sud del Cairo.

Guerra civile a Il Cairo
Scontri sono stati registrati su una strada di Mohandiseen, distretto di lusso del Cairo, quando alcuni dimostranti pro-Morsi hanno sparato sulle auto in transito e sui pedoni. La polizia è intervenuta lanciando gas lacrimogeni. La polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni anche in altre zone della capitale, per disperdere i sostenitori di Morsi che volevano unirsi al sit-in di Nasr City dopo che là sono iniziate le operazioni di sgombero. La tv di Stato egiziana riporta che un capitano di polizia sarebbe stato sequestrato dai dimostranti pro-Morsi vicino al campo di Nasr City.

A Bani Suef, a sud del Cairo, i dimostranti hanno dato alle fiamme tre auto della polizia. Ad Assiut, roccaforte islamista sempre a sud della capitale, la polizia ha usato i lacrimogeni per disperdere le migliaia di manifestanti che si erano riuniti nel centro città.

Il governo: dalla polizia prova di moderazione
Mentre al Cairo e nel resto dell’Egitto continua il confronto tra manifestanti islamisti,
da un lato, polizia ed esercito dall’altro, dopo il duplice attacco alle tendopoli erette dai sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi, il nuovo governo provvisorio
appoggiato dai militari ha diffuso una nota ufficiale in cui si elogia l’operato delle forze di sicurezza che, si enfatizza, hanno “dato prova del massimo grado di moderazione”, malgrado le elevate cifre relative ai civili uccisi o feriti rese note non solo dai Fratelli Musulmani ma anche da fonti indipendenti, a cominciare dai giornalisti stranieri.

Cifre contestate
Se il ministero della Sanità continua a minimizzare il bilancio degli scontri, parlando di quindici morti e 203 feriti accertati, il portavoce dei Fratelli Musulmani, Gehad
al-Haddad, ha denunciato l’uccisione di ben 250 persone e il ferimento di piu’ di altre cinquemila. Si tratta peraltro di dati che finora, in ambedue i casi, non hanno trovato conferme oggettive.

El Baradei si è dimesso da vice presidente
Il vice presidente ad interim El Baradei si è dimesso dopo le violenze politiche scoppiate in Egitto. Lo ha comunicato con una lettera al presidente egiziano.

Nella lettera, El Baradei spiega che c’erano una serie di opzioni di carattere politico che avrebbero permesso di porre un termine alla crisi. “Mi è diventato difficile di proseguire ad assumere la responsabilità di decisioni con le quali non sono d’accordo”, scrive tra l’altro il vicepresidente dimissionario.

Mena, in fiamme ministero finanze al Cairo
E’ in fiamme il ministero delle Finanze al Cairo: lo scrive l’agenzia egiziana Mena, secondo cui il palazzo è stato occupato dai manifestanti pro Morsi.

Arrestati tre leader Fratelli Musulmani
Secondo fonti ufficiali sono stati arrestati in Egitto otto dirigenti dei Fratelli Musulmani, tra cui Mohamed El Beltagui, segretario generale di Giustizia e Libert… dei Fratelli Musulmani; i dirigenti Essasm El Erian e Safwat Hegazy; il portavoce Ahmed Aref.

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