L’Odissea di un avvocato sordo in Spagna che supera le difficoltà ulteriori derivate dall’uso delle mascherine

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Accade in Spagna, nella citta’ di Castellon (Comunita’ Valenciana)

Nello scorso giugno, dopo tre mesi di blocco totale determinato dalla pandemia, riprendono le attività giudiziarie. L’Avvocato Jorge Ventura Dembrilio, entra nel panico piu’ totale: egli soffre sin dall’infanzia di una Ipoacusia neurosensoriale Bilaterale Profonda, per la quale gli e’ stata riconosciuta una invalidità del 41%; l’uso obbligatorio delle mascherine gli avrebbe impedito durante le udienze di praticare la lettura labiale.

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Questa abilita’ lo ha aiutato molto nella vita e soprattutto nei suoi 23 anni di professione, perche’ durante le udienze e’ per lui molto importante comprendere quello che dicono sia il giudice che le altre parti e vedere l’espressione facciale.

Per cui il 1 Giugno dello scorso anno indirizza una istanza al Tribunale di Castellon, davanti al quale sarebbe dovuto comparire per una udienza, per richiedere che il personale del Tribunale fosse dotato di mascherine (cioè con un frontale trasparente che consente la visione delle labbra e del viso). Contemporaneamente, con l’intervento del Presidente del Collegio degli Avvocati di Castellon, si svolgono riunioni presso il Ministero  della Giustizia, nelle quali si concorda per richiedere l’utilizzo di mascherine trasparenti.

Purtroppo, dopo neve mesi di incontri, riunioni e trattative,  l’Assessorato della Comunità Valenciana (competente ad effettuare le forniture per gli Uffici Giudiziari in Spagna sono le singole Comunità) rifiuta tale possibilità, benché’ il  Ministero del Consumo avesse omologato tali mascherine (che vengono infatti utilizzate nelle scuole), ritenendole non idonee a garantire la sicurezza da contagi nello svolgimento delle attività giudiziarie.

Immaginabile la frustrazione e lo sconcerto del nostro Avvocato (“A cosa serve aver omologato questo tipo di mascherine igieniche trasparenti, se poi  non possono essere utilizzate per il personale delle amministrazioni pubbliche che trattano con cittadini con questo tipo di disabilità?”, si chiede e ce lo chiediamo noi con lui), che però non si arrende, e trova la sua salvezza nella tecnica. Chiede pertanto che durante le udienze si possa far uso della tecnologia Bluetooth, che non comporta grandi costi per l’Amministrazione Giudiziaria, anche se  richiede per il suo funzionamento che gli apparecchi acustici che si usano sono dotati di questa tecnologia.

Così per impulso del Presidente del Tribunale e con l’aiuto di un tecnico informatico  addetto alle registrazioni audio e video delle udienze del tribunale, lo scorso 25 marzo il nostro Avvocato ha potuto svolgere il suo lavoro in videoconferenza partecipando ad una udienza avanti il Tribunale Provinciale di Castellon.

“Dopo nove mesi durante i quali avevo potuto svolgere il mio lavoro con grandi difficoltà e a costo di un notevole sforzo psico-fisico, finalmente ho potuto ascoltare  direttamente nei miei audifoni la voce del Presidente del Tribunale che si rivolgeva a me dai microfoni della sala d’udienza, provai un’emozione che non si puo’ descrivere con parole”, racconta all’articolista di “El Mundo” che ha reso noto questo episodio., che ha rivelato come ancora molto cammino si deve fare perche’ in Spagna le pubbliche amministrazioni eliminino questa e altre barriere che impediscono di fatto la piena eguaglianza dei cittadini con disabilità.

In Spagna. E in Italia?

Aldo Rovito

 

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