Le mascherine inclusive degli stilisti senegalesi: la cooperazione italiana a Dakar nel racconto di Chiara Barison

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“Dietro la maschera, un sorriso. Questo quello che traspare dagli scatti del fotografo Badara Preira che ha immortalato la distribuzione di maschere protettive inclusive nella scuola della caserma Samba Diery Diallo, a Dakar, che accoglie bambini con deficit uditivi.

L’inclusione, leitmotiv imprescindibile dell’azione della Cooperazione italiana in Senegal, è stata al centro anche in questo astioso periodo di pandemia. 3600 le maschere inclusive prodotte e distribuite in sei scuole tra cui due centri specializzati per bambini e ragazzi con deficit uditivi. Questo risultato è stato possibile grazie al programma Pasped”. A scriverne è Chiara Barison, communication officer della sede Aics di Dakar, nello spazio che “Oltremare”, il magazine della cooperazione, dedica alle sedi estere dell’Agenzia. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.

“A produrre queste maschere, la stilista senegalese di fama internazionale, Selly Raby Kane che ha utilizzato tessuti locali nel tipico stile patchwork, suo tratto distintivo. Il modello inclusivo permette ai bambini di leggere il labiale e di non sentirsi esclusi anche quando il linguaggio dei segni non viene adoperato o non è conosciuto. Una maschera che avvicina, nonostante tutto.

Il modello, suggerito e fortemente voluto dalla sede di Dakar dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), ha permesso una riflessione ampia sulla questione dell’inclusione. Selly Raby Kane, in un video realizzato dalla stessa sede sul tema del partenariato, ha dichiarato: “Produrre un modello di maschera inclusiva ha permesso di renderci conto dello sforzo che facevamo nei confronti delle persone che venivano – e vengono – nel nostro spazio e se questo spazio sia davvero adatto e aperto a tutti. Questo ci ha fatto riflettere su come includere il numero massimo di persone in tutto, nell’immagine, nell’accessibilità e anche nel modo di vedere la moda”.

Oltre a lei, tre altri brand locali sono stati coinvolti nella produzione di maschere di protezione, questa volta in tessuto wax: Rama Diaw, Gis Gis e Naidi. Grazie al loro lavoro e a quello di Selly Raby Kane, sono state distribuite 8700 maschere di protezione in differenti scuole e aziende locali. Un risultato possibile grazie alla sinergia tra il settore privato e quello dell’educazione, temi fortemente sostenuti in Senegal dal Team Europe e dalla Cooperazione italiana in particolare. Il Pasped ha prontamente risposto alle urgenze derivate dalla pandemia di Covid-19, non solo tramite la produzione e la distribuzione di maschere di protezione ma anche sostenendo 136 aziende e consentendo così di salvaguardare più di 4.300 posti di lavoro.

Queste azioni fanno parte di un riorientamento delle iniziative di cooperazione attualmente in corso in Senegal al fine di sostenere il governo locale nella lotta alla pandemia, in linea e condivise con i partner bilaterali e multilaterali nell’ottica di un’armonizzazione degli interventi a più livelli e su più settori. Basti citare la fornitura di dispositivi medici per alimentare le strutture sanitarie regionali di Kaolack e Sedhiou nella cura dei contagiati e la protezione del personale medico. Una donazione possibile grazie all’utilizzo di fondi già destinati al Senegal nel quadro del partenariato storico con il Paese. Un’azione mirata frutto di un’intensa collaborazione con le due Regioni Mediche che ha permesso di identificare i bisogni urgenti in maniera puntuale e la stipula di due protocolli di cooperazione che hanno definito nel dettaglio la donazione e evidenziato l’impegno e il lavoro delle suddette regioni.

Si ricorda che le regioni di Kaolack e Sédhiou rappresentano due aree di intervento prioritarie per l’Aics nell’ambito dei programmi di cooperazione bilaterale: Pais(Programma agricolo Italia-Senegal), Papsen (Programma d’appoggio al programma nazionale d’Investimento dell’Agricoltura-Senegal) e Padess (Programma d’appoggio allo sviluppo Economico e sociale del Senegal). Una risposta che dimostra una volta di più la capacità di intervento e di supporto dell’Italia e che si inserisce in un dialogo intenso e continuo con il governo senegalese, confermato dal consolidamento di legami forti in tutti i settori della cooperazione, in particolare della cooperazione allo sviluppo”. (aise)

 

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