Calcio no limits: il coach sordo e il bomber over 60

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Superare i propri limiti. Non è questa l’essenza dello sport?

Allenarsi, vincere, migliorarsi: una sfida contro gli altri, ma prima di tutto una sfida contro se stessi

Da una parte ci sono le storie dei grandi campioni, indelebili nel libro dello sport. Dall’altra, le storie di quegli atleti che magari non domineranno mai la prima pagina di un quotidiano, non avranno servizi dedicati in tv e non saranno sulla bocca di tutti.

Storie che passano in sordina, ma che spesso racchiudono il vero significato di sport. Prendiamo quella di Benjamin Lampert, per gli amici Ben. Inglese, 34 anni, due figli, allena una squadra giovanile al Community Sports Trust del Brendford FC, squadra londinese che milita in Championship, la nostra Serie B. Nulla di particolare, direte voi. In realtà, qualcosa c’è: Ben, infatti, è non udente e comunica solo attraverso la lingue dei segni o grazie all’aiuto di un interprete. Un handicap pesante, che porterebbe tante persone ad arrendersi, ma lui no. Il calcio è la sua passione e nulla, nemmeno l’impossibilità di parlare, può spegnere il grande sogno di diventare un allenatore professionista.

Nel frattempo segue i bambini del Brendford e anche la nazionale inglese non udenti, ma prima giocava e nel 2005 ha vinto l’oro con l’Inghilterra ai Deaflympics (i Giochi Olimpici silenziosi) di Melbourne. Inoltre, nel 2012 è stato anche tra i tedofori alle Olimpiadi di Londra. Coach Lampert è la dimostrazione che la forza di volontà è il carburante della nostra vita. È un esempio, un punto di riferimento per tutti coloro che ogni giorno si trovano di fronte a certi ostacoli: «Spero che la gente trovi la forza di alzare lo sguardo e dire: Ben ce l’ha fatta, perché anch’io non posso?».

Anche l’età, però, può essere un bel muro da scalare. Con il passare degli anni, la fatica inizia a farsi sentire e sempre più spesso ci si trova d’accordo con il detective Murtaugh di Arma Letale e il suo «Sono troppo vecchio per queste cose». Non ditelo, però, ad Angelo Ricca, U’ Pip per gli amici, giocatore dello Sporting Maierà in Terza Categoria calabrese. Angelo ha 63 anni, però di appendere gli scarpini al chiodo proprio non ci pensa. Nato nel 1956, quest’anno festeggia le nozze d’oro con il calcio: per lui, infatti, questo è il cinquantesimo tesseramento consecutivo, con oltre 600 partite alle spalle. E non solo gioca, tra l’altro per tutti i 90 minuti, ma segna anche, come ha fatto domenica nella trasferta di San Basile. Un’altra storia, l’ennesima, che ci mostra la vera essenza dello sport: i limiti, che siano fisici o anagrafici, si possono superare.

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