Un artista sordo muto eritreo tra i 150 rifugiati evacuati dalla Libia in Italia da Unhcr

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Amanuel è partito con suo cugino Aounif più di un anno fa dall’Eritrea verso l’Europa, dopo essere stato perseguitato in patria. Tuttavia, mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo, la loro barca è stata intercettata dalla Guardia Costiera libica e sono stati trattenuti in un centro di detenzione per gli ultimi tre mesi.

Amanuel è un artista sordo muto dalla nascita che non si separa mai dai suoi pennarelli, con i quali spende gran parte delle sue giornate, disegnando tutto ciò che lo circonda, compresi i compagni di viaggio che come lui sognavano l’Europa. Amanuel e Aounif, racconta il personale dell’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), sono tra i 150 rifugiati evacuati dall’Unhcr con un volo per Roma, partito il 14 febbraio, mentre il giorno prima un altro aereo con a bordo 128 persone è partito per Niamey, nel Niger. Da novembre, l’Unhcr ha evacuato più di 1.000 rifugiati altamente vulnerabili dalla Libia e spera che possano essere reinsediati in paesi terzi.

“Queste evacuazioni hanno fornito una nuova possibilità di vita per oltre un migliaio di rifugiati, che sono stati detenuti in Libia e hanno sofferto tremendamente”, ha detto Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale. “Entro la fine del 2018, speriamo di evacuarne altre migliaia” grazie alla collaborazione dei partner di Unhcr, tra i quali anche l’Italia e il Governo del Niger. Dall’inizio delle operazioni per i rimpatri volontari ed assistiti, 770 rifugiati sono stati evacuati in Niger, tra cui madri sole, famiglie e minori non accompagnati. I 150 rifugiati arrivati ieri a Roma includevano molti bambini e donne che erano stati tenuti prigionieri per lunghi periodi. In totale, 312 persone sono state evacuate in Italia. Aounif ha detto che suo cugino Amanuel sperava che sarebbe stato in grado di ricevere cure per la sua sordità in Europa, così come la formazione per diventare un artista professionista. Aounif intervistato dagli operatori di Unhcr ha detto: “Siamo molto felici, non possiamo credere che questo ci stia succedendo, soprattutto perché prima abbiamo cercato di andare in Italia via mare”.

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