Bruno Mincione, 74 anni, è un atleta di bici a mano (hand bike) e ha corso anche insieme ad Alex Zanardi. Stamane qualcuno ha scavalcato il cancello della sua villa e si è introdotto nell’androne dove era custodita la tre ruote: furto su commissione o scambio di mezzo?

A Guidonia lo conoscono tutti per il suo impegno passato nella politica e nel volontariato. Bruno Mincione, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, non passa inosservato per le strade del Centro cittadino in sella a una bici ruote a tre ruote acquistata tre anni fa, di quelle senza pedali e senza motore elettrico, marcianti soltanto con la forza delle braccia.

Un mezzo prezioso per un uomo come Bruno che non si è arreso quando nel 2011 la meningite gli ha provocato una lesione al midollo spinale e una sintomatologia sclerotica. Anzi, ha trovato nella sua disabilità grinta e forza di volontà tali da trasformarlo in un atleta di bici a mano capace di partecipare a due maratone di Roma e di gareggiare fianco fianco con Alex Zanardi.

Una storia fuori dal comune, quella di Bruno Mincione. Come è fuori dal comune quello che gli è accaduto stamattina, sabato 26 giugno, quando uscendo di casa non ha trovato più la sua fedele bicicletta a tre ruote: sparita dall’androne della sua villetta in via Enrico Pezzi, una traversa della centralissima viale Roma. Il caso è già noto alla Polizia intervenuta a casa Mincione fin dalle 8 del mattino e oggi pomeriggio Bruno formalizzerà una denuncia di furto presso la Tenenza dei Carabinieri di Guidonia.

“Assurdo, non riesco a capire cosa possano farci”, è il primo sfogo di Mincione, guidoniano doc, ex Presidente dell’Azione Cattolica, membro del Masci e del Comitato per il Carnevale, ex Presidente della prima Circoscrizione, negli anni 90 consigliere comunale dei Verdi in sostituzione del compianto Mario Cioni, nel 2017 candidato al Consiglio comunale nella lista civica a sostegno di Emanuele Di Silvio Sindaco.

Secondo il racconto di Bruno, la bici a mano era nell’androne della palazzina di famiglia, parcheggiata accanto ad altri due mezzi del pensionato, una carrozzina e un motorino elettrico. Insomma, non visibile dalla strada, per cui i ladri – o il ladro – sono andati dritti all’obiettivo. “Il furto è avvenuto tra le 5 e le 8 del mattino – spiega Mincione – Mia figlia ha infatti sentito il cancello chiudersi verso le 5, segno che il ladro ha scavalcato la recinzione ed è penetrato nella mia proprietà, ha preso la bici e per uscire ha aperto col pulsante dopodiché l’hanno caricata su un furgone”.

Una dinamica che fa presupporre una dinamica inquietante. “I ladri mi hanno visto per strada e mi hanno seguito – prosegue Bruno Mincione – Non si spiega altrimenti. Tuttavia non mi spiego il motivo per il quale hanno scelto proprio la hand bike, quella è una bici per atleti non certo per fare le passeggiate, si muove soltanto pedalando con la forza delle braccia e bisogna saperla portare. Secondo me hanno pensato che fosse una bici elettrica, devono averla scambiata. D’altronde, accanto ad essa c’era anche il motorino elettrico con la chiave inserita, avrebbe avuto più senso rubare quello piuttosto che la hand bike”.

Le speranze di Bruno Mincione sono affidate alle telecamere di un’attività commerciale di via Enrico Pezzi a pochi metri dalla sua abitazione. “Se il furgone è passato sulla strada è stato ripreso – sottolinea Bruno – Le forze dell’ordine acquisiranno le immagini, ricostruiranno la targa e potranno rintracciare il mezzo. Ma ho anche un’altra speranza: i ladri si renderanno conto di non poterla vendere e a quel punto l’abbandoneranno in strada”.

 

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