Disabile guarisce dal Covid: «Trentotto giorni di lotta in solitudine»

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Un incubo durato 38 giorni. E’ la storia Marco Cesarini, cinquantuno anni, di Pineto in provincia Teramo, tetraplegico sulla carrozzina e con enormi problemi nel parlare.

Trentotto sono i giorni di ricovero in solitudine, prima nel reparto di malattie infettive all’ospedale Mazzini di Teramo e poi al Covid Hospital di Atri per il bisogno di ossigeno. «Marco inizia ad accusare i primi sintomi influenzali all’inizio di ottobre – racconta la sorella Manila – Ovviamente nessuno di noi pensava che si trattasse del Covid, purtroppo con il passare dei giorni la sua situazione di salute andava sempre a peggiorare e il risultato del tampone ci ha tolto qualsiasi dubbio e ogni speranza: si trattava del maledetto virus». Poi una notte una forte crisi, l’ambulanza e il ricovero.

«Già per una persona che non ha problemi la situazione è difficile – spiega Manila – adesso immaginate come si possono sentire i ragazzi che hanno una disabilità, chi soffre di autismo e oltra gravi patologie, dove il contatto con i familiari è essenziale. È stato questo il motivo che mi ha portato a rendere nota la nostra vicenda. La speranza e che le istituzioni nei casi particolari mettano ad hoc dei protocolli speciali». Infine la sorella dice che facevano compagnia a Marco tramite la videochiamata sul cellulare. Il giorno delle sue dimissioni Marco scrive sulla sua pagina Fb molto seguita: «Trentotto giorni ho lottato in solitudine e nel silenzio rotto dalla voce e dai sorrisi di angeli che non volano, ma ti salvano la vita».

 

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