“Vedere e parlare con le mani”: il Museo della ceramica di Mondovì per ciechi ed ipovedenti

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Al Museo della ceramica di Mondovì, in provincia di Cuneo, esiste un percorso multisensoriale e multimediale, unico nel suo genere in Italia, per ipovedenti, non vedenti, sordi e persone anziane. Il percorso è attivo anche per la nuova mostra “Old but gold”, aperta fino al 29 luglio, sulle opere di Demo (Francesco De Molfetta): raffinate porcellane e terraglie che gettano un ponte tra l’arte classica e la cultura iconografica dei giorni nostri. Alcuni lavori sono frutto della collaborazione fra l’artista e la ditta moregalese Besio 1842.

(Foto tratta dalla pagina Facebook del Museo della ceramica)

Si chiama “Vedere e parlare con le mani” il percorso inaugurato nel dicembre del 2016 che consente un’esperienza insieme visiva, tattile e uditiva: una comunicazione accessibile a tutti, ma utile in particolare a chi ha disabilità sensoriali. Grazie a un’innovativa tecnica di stampa e all’utilizzo delle nuove tecnologie, i contenuti di ciascun pannello – sia grafici che testuali – sono accessibili a non vedenti, ipovedenti, malvedenti, persone sorde, nell’ottica dell’Universal Design.

C’è una perfetta integrazione di contenuti visivi e tattili, con testi in Braille e disegni in inchiostro trasparente a rilievo (appositamente studiati e semplificati per rispondere alle esigenze e specificità della lettura con le mani), sovrapposti a disegni e testi visibili a colori. In questo modo, le informazioni visive e tattili si combinano per poter essere lette indifferentemente da ipovedenti e non vedenti, ma anche da un pubblico più ampio, costituendo un esempio di soluzione che garantisce una completa integrazione dei vari pubblici.

Anche la grafica della parte visiva è studiata con attenzione alla leggibilità. I testi sono semplici e a grandi caratteri, per fare in modo che le persone con una lieve minorazione visiva o le persone anziane possano leggere facilmente i pannelli. Per i testi è usato il font ad alta leggibilità Easy Reading, studiato appositamente per persone con dislessia. Mediante i codici Qr-Code e Nfc (Near Field Communication) è, inoltre, fornita una guida audio-video, che aiuta nella lettura di ciascun pannello e ne approfondisce i contenuti.

Tale approfondimento storico-artistico è fornito in varie modalità: audio per le persone vedenti e non vedenti, video per le persone sorde (con sottotitoli e traduzione dei testi in LIS – Lingua dei Segni Italiana). Per accedere ai contenuti della guida basta avere con sé uno smartphone o un tablet con connessione internet, con installato un software di lettura per Qr. Il progetto “Vedere e parlare con le mani” è stato messo a punto non solo per ampliare l’offerta turistica monregalese, ma anche per dare un impulso alla diffusione del turismo accessibile.

Il work shop per ipovedenti e non vedenti organizzato nell’ambito della mostra “Old but gold”, con opere di Francesco De Molfetta, in arte Demo, nasce dal desiderio dell’artista che, conoscendo la collaborazione del Museo con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti, ha voluto sviluppare un progetto site specific, con persone ipovedenti/non vedenti coinvolte in una performance artistica.

“Il workshop con Demo – dice Christiana Fissore, direttore del Museo della ceramica di Mondovì -, rappresenta certamente uno dei tratti peculiari della rassegna. Coppie formate da un non vedente e un vedente saranno invitate a interpretare, sperimentare insieme e confrontarsi su un tema immaginato da questo sensibile artista. È chiaro che il senso della vista sia tra i sensi più importanti per rapportarsi con l’arte e, più in generale con la vita. È noto che la sua mancanza attivi, attraverso strade alternative, sorprendenti poteziali su cui vale la pena soffermarsi. Medium di questa sperimentazione sarà la terraglia dolce, il tipo ceramico che ha caratterizzato la storia del distretto ceramico industriale monregalese. Grazie alla preziosa collaborazione che ho trovato per questa occasione in Simone Zenini, presidente della sezione provinciale Unione ciechi e ipovedenti, il museo ha potuto confermare nuovamente la sua attenzione verso le persone portatrici di disabilità sensoriali. A tal proposito, nel 2016 è stato creato “Vedere e parlare con le mani”, percorso multisensoriale e multimediale, ad oggi unico nel suo genere nel panorama italiano, che consente un’esperienza insieme visiva, tattile e uditiva ed una comunicazione accessibile a tutti”.

 

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