Beato Pier Francesco Jamet (1762-1845), è ritenuto autentico martire della carità al tempo della Rivoluzione Francese

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Il giorno della sua beatificazione, il 10 maggio 1987, il Papa Giovanni Paolo II disse: “Egli ha vissuto la carità ardente nelle molteplici forme della sua attività sacerdotale.

Ci impressiona per il suo coraggio, per la sua attitudine nell’imprimere alla fede un itinerario di uomo di alta cultura, di prete fedele, di servitore dei poveri…Ammiriamo la sua generosità intrepida, la sua attenzione nel non lasciare senza cure i più handicappati dei suoi fratelli…egli li ama al punto di imparare a curarli, spesso a guarirli”.

Dà un forte impulso alla congregazione delle Suore del Buon Pastore, dedite all’apostolato verso i disabili mentali e i sordomuti. Di esse è ritenuto il secondo fondatore.

E’ lui stesso il primo educatore delle sordomute. Di fronte alle difficoltà, non si arrende: altrimenti, dice, “tanti poveri sordomuti non conosceranno mai Dio!”.  Dal 1816 si occupa dei sordomuti e per loro fonda istituti a Caen, Albi, Pont l’Abbé. Contrastato dall’Abbé De L’Epée e dal Sicard, inventa anche un suo metodo per la loro educazione, con i cosiddetti segni semplificati sbrigativi, basandosi sui segni delle parole e non sui segni delle cose. Nel 1827 scrisse le Memorie sull’instruzione dei sordomuti.

Il calendario lo ricorda il 12 gennaio

P. Vincenzo Di Blasio

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