Il 29 giugno è la festa solenne dei Santi Pietro e Paolo, testimoni di Gesù fino al martirio

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San PAOLO APOSTOLO (I sec), autore di diverse lettere, fu cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco.

Con la conversione divenne strumento eletto per predicare il suo Vangelo nell’intero mondo mediterraneo. Per questo è ritenuto il più grande missionario di tutti tempi, l’avvocato dei pagani, l’apostolo delle genti.

Sigillò la testimonianza al Maestro con il martirio a Roma, verso l’anno 67.

San Paolo, con San Pietro, è il patrono di Roma, dove in suo onore è stata costruita una grande basilica.

Lo hanno protettore anche Malta e la Grecia; innumerevoli sono le basiliche e chiese a lui dedicate in tutto il mondo; otto Comuni in Italia portano il suo nome; ricordiamo anche la metropoli sudamericana di San Paolo del Brasile.
È protettore dei cordai e dei cestai; è invocato contro le tempeste di mare, i morsi dei serpenti e contro la cecità. Suo attributo è la spada, strumento del suo martirio.

 

La solennità dei santi Pietro e Paolo si celebra il 29 giugno.

San Paolo ha lasciato una traccia indelebile di sé nella storia dell’educazione e della pastorale dei sordomuti, con il suo fides ex auditu: la fede nasce dall’ascolto, affermato nella Lettera ai Romani (10,17) riducendo al minimo i vocaboli: «he pístis ex akoés – fides ex auditu».

Dice ancora “Ma non tutti hanno dato retta alla buona novella. Dice infatti Isaia: -Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? – (cfr: Is. 53, 1). La fede dipende dunque dalla predicazione (fides ex auditu), e la predicazione si fa per mezzo della parola di Cristo.  Ma, dico io: – Non hanno forse udito? -. Sicuro che hanno sentito: – Per tutta la terra si é sparsa la loro voce e agli ultimi confini della terra abitata giunsero le loro parole -” (Rom.10,16ss; cfr Sal 18,5).

Il fides ex atiditu (la fede viene dall’ascolto) di San Paolo e il commento che ne fa S. Agostino, il quale osserva come la mancanza dell’udito sia una minorazione grave che può persino ostacolare l’acquisizione della fede, mal interpretati dagli esegeti, negheranno per molto tempo la fede e la redenzione sociale a tanti figli di Dio, provati sì duramente dalla sventura della sordità.

Ma poi la Chiesa ha rivolto la sua attenzione all’evangelizzazione e alla pastorale dei sordi con insigni educatori e fondatori anche di congregazioni religiose, tra cui tanti sacerdoti e religiose come Ottavio AssarottiTommaso PendolaAntonio Provolo, Gualandi, Fabriani, Annibale Maria Di FranciaFilippo Smaldone, Prinotti, Tarra, Gislandi, Pellegrini, Orsola Mezzini, Maddalena di Canossa…

P. Vincenzo Di Blasio

 

 

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