Beata Maria Teresa Scherer Religiosa

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Katharina Scherer, confondatrice delle Suore di Carità della Santa Croce di Ingenbohl nasce a Meggen, nel cantone svizzero di Lucerna, il 31 ottobre 1825 e al Battesimo riceve il nome di Caterina. Rimasta orfana di padre, venne inviata a studiare presso alcune suore dedite all’assistenza. Nel corso di un pellegrinaggio ad Einsiedeln, sentì la chiamata alla vita religiosa che prese forma concreta quando nel 1844 incontrò il cappuccino padre Teodosio Fiorentini ed entrò nella sua nascente Congregazione delle Suore di Carità della Santa Croce.

L’anno successivo, insieme ad altre 4 giovani, Caterina emise i voti ricevendo il nome di Maria Teresa. Lo scopo immediato della congregazione è quello di favorire l’istruzione primaria dei ragazzi delle zone rurali e montane, ma padre Florentini pensa anche ad altre emergenze sociali, agli ammalati e più in generale ai poveri e bisognosi. Dopo lunga preghiera e riflessione, Maria Teresa lo segue anche in questa nuova direzione. Eletta superiora generale, invia le suore nelle case per orfani, poveri e disabili, negli ospedali e nelle scuole.                                                                                                                                                                  Dopo la morte del fondatore guidò la congregazione con fedeltà e saggezza, superando le non poche difficoltà poste dalle autorità politiche. La sua intensa attività portò alla diffusione della suore della carità anche al di fuori della Svizzera. Morì nel 1888.

«Bisogna avere le mani occupate al lavoro e il cuore vicino a Dio», affermava Madre Maria Teresa Scherer. In occasione della beatificazione di questa suora svizzera, il 29 ottobre 1995, Papa Giovanni Paolo II osservava: «Più la sua vita interiore cresceva, e più si curava delle necessità del mondo della sua epoca».       Il 16 giugno la sua memoria liturgica.

Alla data della morte della fondatrice La Congregazione delle Suore di Carità della Santa Croce contava 1658 religiose che lavoravano in molti paesi ed erano ripartite in 434 strutture: scuole, orfanatrofi, asili nido, giardini d’infanzia, istituti per sordomuti, per ciechi, convitti per apprendisti e studenti poveri, case per ragazze, ospedali, infermiere a domicilio, manicomi, ospizi per anziani, ecc.

Nel 1947 in Svizzera gestivano 60 scuole elementari, 15 secondarie, 76 di economia domestica o di lavoro manuale, cinque per sordomuti e cinque medie superiori. Nel 2005 le suore S.C.S.C. erano 4.157 in ben 450 case.

P. Vincenzo Di Blasio

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