Il Martirologio Romano, al 30 agosto, ricorda: “A Venegono vicino a Varese, transito del beato Alfredo Ildefonso Schuster, vescovo, che, da abate di San Paolo di Roma elevato alla sede di Milano, uomo di mirabile sapienza e dottrina, svolse con grande sollecitudine l’ufficio di pastore per il bene del suo popolo”. Di padre bavarese e madre di Bolzano, era nativo di Roma.

Benedettino e abate di San Paolo fuori le Mura, il 26 giugno 1929 fu nominato da Papa Pio XI arcivescovo di Milano e il 15 luglio 1929 fu fatto cardinale.

Ebbe inizio così il suo ministero di vescovo nella Chiesa ambrosiana fino al 30 agosto 1954, data della sua morte, avvenuta presso il seminario di Venegono (Varese), da lui fatto costruire come un’abbazia in cima ad un colle. Fu proclamato beato da Giovanni Paolo II il 12 maggio 1996.

È sepolto nel Duomo di Milano. Oltre che pastore di anime, fu studioso di storia, di catechesi, di archeologia e di arte, ma prima di tutto cultore di liturgia, convinto che la liturgia «è per eccellenza la preghiera della Chiesa», l’unica vera “devozione” di ogni cristiano, che non deve andare in cerca di altre “devozioni”. Dai suoi sacerdoti esigeva la santità della vita, perché «pare che la gente non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega».

Il Card. Schuster aveva consacrato sacerdoti don Attilio Vismara (1950) e don Emilio Puricelli (1954), maestri del Pio Istituto Sordomuti e dediti alla pastorale dei sordi.

P. Vincenzo Di Blasio

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