Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione dei decreti riguardanti il miracolo avvenuto nel 1985 per intercessione di un religioso e il martirio delle consacrate

Redazione Gianni Cardinale

Un gesuita tedesco vissuto nel XVII secolo e dieci suore trucidate da soldati dell’Armata Rossa nel 1945 saliranno presto alla gloria degli altari. Papa Francesco, nel corso di una udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ha infatti autorizzato la promulgazione dei decreti riguardanti il miracolo avvenuto nel 1985 per intercessione del religioso e il martirio delle consacrate.

Il Pontefice ha anche dato il via libera ai decreti sulle virtù eroiche di cinque servi di Dio, che diventano Venerabili. Si tratta di don Severino Fabriani (1792-1857), di suor Orsola Donati (1849-1935), della religiosa polacca Angela Rosa Godecka (1861-1937), di quella spagnola Maria Stella di Gesù (al secolo Maria Aurelia Iglesias Fidalgo 1899-1982) e di uno dei padri fondatori dell’Europa unita, Robert Schuman (di cui parliamo più diffusamente a pagina 10).

Il nuovo (prossimo) beato è padre Giovanni Filippo Jeningen. Svolse la sua missione nella natia Baviera e il suo nome è legato al celebre santuario di Nostra Signora di Schönenberg, meta di numerosi pellegrini.

Paschalina Jahn (al secolo Maria Maddalena) con nove consorelle erano invece religiose professe della Congregazione delle Suore di Santa Elisabetta. Vennero uccise, in odio alla fede, in Polonia, nel 1945 durante l’invasione dell’esercito sovietico. Servivano malati e anziani, e furono martirizzate in luoghi diversi tra il febbraio e il maggio1945. Una di loro, suor Maria Rosaria Schilling è stata persino violentata da una trentina soldati e uccisa il giorno dopo. I sovietici, ricorda il sito della Congregazione vaticana (www.causesanti.va) «erano indottrinati con la cultura marxista», e «l’atteggiamento ostile verso la fede si manifestava anche con gesti di profanazione». Così «lo stupro divenne un’arma di umiliazione»,e «particolarmente feroci furono le violenze rivolte verso chi indossava l’abito religioso».

Don Severino Fabriani, è il Fondatore della Congregazione delle “Figlie della Provvidenza per le Sordomute”. Nato a Spilamberto (Italia), ordinato sacerdote nel 1814 per la diocesi di Modena, nel 1822, a 30 anni, improvvisamente venne colpito da afasia, con conseguente perdita della voce. Questo avvenimento lo toccò profondamente soprattutto poiché lo privò della possibilità di esercitare il ministero sacerdotale. Nel 1823, un amico sacerdote gli chiese di prendersi cura di una ragazza undicenne sordomuta e, l’anno successivo, fu chiamato a dirigere la scuola per sordomute. Coadiuvato da tre maestre, diede inizio alle “Figlie della Provvidenza per le Sordomute”, con lo scopo precipuo di occuparsi dell’educazione delle sordomute.

Suor Orsola Donati, professa della Congregazione delle Suore Minime dell’Addolorata era originaria di Anzola dell’Emilia. Nella vicina parrocchia di Santa Maria delle Budrie, conobbe santa Clelia Barbieri, canonizzata nel 1989, ed altre giovani, con le quali maturò l’idea di condurre vita in comune, per vivere in preghiera e al servizio del prossimo. Tale progetto poté realizzarsi nel 1868 all’insegna di una grande povertà. Nel 1870, Santa Clelia si ammalò e, morente, le affidò il compito di portare avanti l’opera con le altre compagne. Il 26 ottobre 1870 Orsola si consacrò definitivamente al Signore con i voti privati e s’impegnò a dirigere il progetto spirituale ed educativo precedentemente avviato. Nel 1878 la comunità assunse il nome di Minime dell’Addolorata.

Suor Angela Rosa Godecka è la fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore del Cuore Immacolato di Maria, comunità religiosa nata con il compito specifico di prendersi cura delle operaie delle fabbriche. Mentre la figura di suor Maria Stella di Gesù è stata sempre accompagnata da un’autentica e spontanea fama di santità, soprattutto nella sua Congregazione, tra le ragazze formate dalle religiose di Maria Immacolata e tra molti fedeli della città di Granada.

 

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