Mauro, secondo i “Dialoghi” di san Gregorio Magno, era uno dei generosi giovani studenti discepoli di san Benedetto, ed obbediva sempre con fiducia. Fu inviato a fondare monasteri in Francia, proprio come sant’Agostino di Canterbury fu inviato in Inghilterra. L’antico monastero di Saint Maur sur Loire divenne in seguito la sede dei Benedettini “Maurini”, famosi per la stampa e lo studio dei manoscritti antichi.

Nei “Dialoghi”, di san Gregorio Magno si narra la santità di Mauro. San Benedetto in visione si accorge che il giovane Placido perde la brocca nell’acqua fonda e rischia la vita per ricuperarla. Subito invia Mauro a non gioire per la morte di un conoscente che aveva fatto loro del male. Questi, infatti, aveva offerto a Benedetto pane avvelenato, fatto sparire da un corvo obbediente.

Un altro giorno, solo in monastero, Mauro accolse i genitori di un fanciullo zoppo e muto, che gli si presentarono dinanzi con le lacrime agli occhi, gli si prostrarono ai piedi e implorarono la Grazia per la salute del figlio. Mauro poggiò sull’infermo la stola che il Santo Patriarca gli aveva donato in occasione del diaconato e il fanciullo guarì. Ancora una volta attribuì il miracolo alla virtù della stola di S. Benedetto.

San Mauro fu grande taumaturgo, per questo è ancora abitudine, in alcune regioni, segnare (Signum S. Mauri) le parti malate per accelerarne la guarigione.

San Mauro è invocato contro i raffreddori e contro la sciatica, ma nel passato, è stato considerato anche protettore dei sordi.

È da notare che benedettino fu anche il primo grande educatore dei sordomuti, lo spagnolo Pedro Ponce de Leon (1520-1584).

Oggi sono benedettini anche monaci e le monache della comunità spagnola Benedettini EFFATHÀ (Huelva-Spagna). Sono sordi che vogliono seguire Gesù Cristo e il suo Vangelo vivendo la vita monastica secondo la regola di San Benedetto. Si dedicano alla preghiera in comune e con il linguaggio dei segni per lodare la Santissima Trinità nella sua infinita misericordia.

La festa di San Mauro cade il 15 gennaio

P. Vincenzo Di Blasio

 

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