Università di Bergamo, il Covid spiegato ai bambini con i burattini

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Il progetto dell’Università di Bergamo per spiegare ai bambini l’emergenza Coronavirus tramite una delle tradizioni cittadine più apprezzata: i burattini

Burattini come il piccolo Bortoli’, con sua mamma Margi’ e suo papa Gioppino, raccontano ai bambini cosa sta succedendo in questo periodo difficile e ‘sospeso’, dove in citta’ si aggira il Coronavirus. Il progetto, dal titolo “Covid-19: il virus con la corona invisibile ma terribile. Le emozioni al tempo del Coronavirus” e’ stato sviluppato dal Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Universita’ di Bergamo, e fa propria una delle tradizioni bergamasche piu’ apprezzate in Italia e all’estero: quella dei burattini. Lo scopo e’ di aiutare i piu’ piccoli a prendere coscienza delle loro emozioni. Attraverso questi storici pupazzi e’ possibile favorire la rielaborazione del dolore vissuto in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria dai bambini, dalle bambine e dalle loro famiglie: un passaggio questo imprescindibile per poter guardare al futuro con positivita’ e speranza.

Un testo teatrale, rivolto agli alunni della scuola primaria, incentrato sul tema delle emozioni (tristezza, paura, rabbia, disgusto, gioia, sorpresa), e’ stato messo in scena in un teatro di burattini e filmato. Testo e video sono ora disponibili sul sito dell’Universita’ di Bergamo corredati di materiali come le schede di presentazione e un tutorial sulla costruzione dei ‘burattini a guanto’. I filmati dispongono anche di un riquadro con le riprese della traduzione fatta da un’interprete in lingua dei segni ed e’ disponibile anche la traduzione del testo in simboli di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, per dare la possibilita’ di fruire lo spettacolo anche a bambini con disabilita’ uditiva o con difficolta’ a usare i piu’ comuni canali comunicativi.

 

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