La ditta produttrice è la Dienpi di San Benedetto del Tronto, l’unica finora ad aver ottenuto l’autorizzazione dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per la produzione e la messa in commercio delle mascherine trasparenti

Una partita di sette milioni di mascherine trasparenti per le scuole con studenti non udenti. L’ordine è partito questa mattina dalla struttura commissariale per l’emergenza Covid, guidata dal generale Figliuolo. La ditta produttrice è la Dienpi di San Benedetto del Tronto, l’unica finora ad aver ottenuto l’autorizzazione dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per la produzione e la messa in commercio delle mascherine trasparenti come dispositivi medici in deroga secondo quanto previsto dall’articolo 15 del decreto legge 18/2020. L’azienda marchigiana si impegna a consegnare 110mila pezzi al giorno per i prossimi due mesi, fino alla fine dell’anno scolastico.

La quantità è stata calcolata dal ministero dell’Istruzione, considerato che la mascherina adatta a leggere il labiale verrà indossata dallo studente con disabilità e dal resto della classe, compagni e relativi docenti quindi. Il dispositivo è realizzato in tessuto non tessuto in polproilene e poliestere, di colore bianco, e ha una parte in materiale termoplastico, trattato con una sostanza antiappannante, in corrispondenza del labiale. La struttura commissariale prima di richiedere il preventivo all’azienda ha fatto sperimentare l’efficacia della mascherina a due scuole, una di Padova e l’altra di Roma.

“Riceviamo dai quattro agli otto ordini al giorno per un centinaio di pezzi da parte soprattutto di scuole, Comuni e associazioni di sordi – dichiara Doriana Marini, amministratrice delegata della Dienpi, un’azienda della filiera del lusso che durante la pandemia ha deciso di convertire parte degli impianti per la realizzazione dei dispositivi di protezione.

A febbraio l’Iss ha certificato il loro prodotto come dispositivo medico avendo superato tutte le prove di sicurezza e di biocompatibilità. “Nei mesi precedenti abbiamo donato e venduto 30mila pezzi come mascherine di comunità a tutti i privati e gli enti che ce le chiedevano” racconta Marini. Tra le amministrazioni che le hanno ricevute prima e dopo la validazione dell’Iss, il Comune di Firenze, di Prato, di Fiumicino, di San Benedetto del Tronto, di Cividale del Friuli e di Monteprandone. Anche diverse farmacie hanno fatto domanda del dispositivo speciale. Così come logopedisti e genitori di bambini che hanno bisogno della riabilitazione linguistica. La struttura commissariale sta cercando nuovi produttori intanto nell’ottica di potenziare le commesse in futuro.

La comunità dei sordi sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria si è appellata alle istituzioni. “Ci sentiamo dimenticati. Chi utilizza la lettura delle labbra per comprendere ha serie difficoltà di comunicare con l’uso obbligatorio della mascherina – si sfoga Renato Di Carlo, coordinatore dell’associazione nazionale sordi -. Oltre un anno fa abbiamo segnalato la necessità di acquistare mascherine trasparenti per le persone sorde alla Presidenza del Consiglio, ai ministeri della Salute e dell’Istruzione e all’Ufficio per le disabilità, e siamo ancora qui che aspettiamo. Come associazione ci siamo resi disponibili per la distribuzione dei dispositivi sul territorio”. Per adesso la comunità dei non udenti si è arrangiata come ha potuto. “Ordinando mascherine trasparenti non certificate che si trovano sul mercato, anche a prezzi proibitivi, fino a 20/25 euro a pezzo” spiega Di Carlo.

L’Ufficio per le disabilità sul suo portale web ricorda comunque che “la mascherina non è obbligatoria per quelle persone la cui disabilità è incompatibile con il suo utilizzo, e non è obbligatoria neanche per gli accompagnatori di queste persone nel momento in cui devono comunicare con loro”. “Ma nei periodi di alto contagio c’è chi si rifiuta di abbassare mascherina, che per noi che non sentiamo diventa un muro” replica Di Carlo.

 

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