Indagine Valtur e le vacanze regalate ai politici

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Dall’ex presidente del Senato Renato Schifani fino a Totò Cuffaro secondo l’Espresso hanno ricevuto in regalo, da Carmelo Patti, patron di Valtur. vacanze da sogno senza pagare. Il segretario del Pdl Angelino Alfano, invece, ha ottenuto solamente “miseri” sconti del 30% per vacanze al mare.

alfanoschifaniRedazione- 7 giugno 2013-L’Espresso, oggi in edicola, ci racconta ancora una volta dellacasta dei politici, delle loro vacanze in resort super lusso a prezzi stracciati o addirittura totalmente gratuiti. Il tutto mentre gli italiani si fanno i conti in tasca per riuscire a mettere insieme una manciata di giorni da trascorrere in qualche località di villeggiatura.

Il malcostume è uscito allo scoperto grazie all’inchiesta che ha portato alcommissariamento della Valtur e all’indagine sul patron dell’azienda turistica, Carmelo Patti, sospettato di essere il prestanome del superlatitante trapanese Matteo Messina Denaro.

Il settimanale fa i nomi di quei parlamentari che, per più di un decennio, avrebbero goduto di numerosi agevolazioni per le loro vacanze alle Maldive, nel Mar Rosso o nella più vicina, ma non meno affascinante, Costa Smeralda. Sono Renato Schifani, Osvaldo Napoli, Salvatore Cuffaro, Angelino Alfano e Simona Vicari.
In particolare Schifani avrebbe ricevuto un megasconto per un Capodanno trascorso nel 2008 alle Maldive nel villaggio di Kihaad; una settimana di soggiorno in resort con camera matrimoniale, ogni comfort vista mare, aerei, idrovolanti. Il conto finale sarebbe stato di 6.074 euro, saldato da Schifani a soli 3.434 euro. Fonti vicine all’ex presidente del Senato premettono che non c’è, e non c’è mai stato, un rapporto di affari né di carattere politico ma di normale conoscenza con il patron della Valtur. E che Schifani ha pagato con regolare bonifico il resort delle Maldive dopo essergli stato fatto uno sconto che, si immagina, non deve essere stato fatto solo a lui.

Nell’agosto del 2009, Carmelo Patti avrebbe ospittato a Favignana 24 persone, tra loro Schifani e consorte, il figlio e fidanzata; insieme a loro anche il senatore Udc, Salvatore Cuffaro e la senatrice Pdl Simona Vicari, attuale sottosegretario allo sviluppo economico. Tra gli altri anche Basilio Germanà, ex parlamentare di Forza Italia per quattro legislature e Concetta Spataro, allora assessore Pdl al Turismo del Comune di Trapani. Tutti elencati in un’unica fattura che sfiora i20 mila euro, ma che viene azzerata da uno sconto dello stesso importo, scrive sempre L’Espresso.

Anche la Pasqua del 2009 a Sharm el Sheik è stata offerta a costo zero, alla stessa combriccola. Persone vicine all’ex presidente del Senato, però, tengono a precisare, che il volo di linea è stato regolarmente pagato dagli ospiti e che, alla fine del soggiorno, Schifani aveva insistito per saldare il conto del soggiorno, ma non ebbe nessuna possibilità di farlo.

A quanto di apprende dall’inchiesta de L’Espresso, Cuffaro sembra essere stato uno dei migliori ospiti della Valtur, si contano 50 giorni in località da sogno, partendo dalla Sardegna, passando per Sicilia ed Egitto, arrivando alle splendide isole maldiviane. Il totale elencato nelle fatture sarebbe stato di 15.388 euro, azzerato dalla generosità del patron di Valtur.

Anche l’attuale vicepremier Angelino Alfano avrebbe goduto di questo trattamento speciale, ma a differenza degli altri, lui avrebbe solamente usufruito di qualche sconto; a suo nome ci sarebbero tre fatture: la prima per un viaggio nell’isola Mauritius, dove per festeggiare il Capodanno 2009 avrebbe speso18.748 euro a cui sarebbero stati tolti 3.600 euro. L’anno successivo la meta prescelta sono state le Maldive, con un conto da 12.000 euro a cui vanno tolti 4.800 euro di sconto. Infine, nell’agosto 2011 avrebbe soggiornato una settimana in Grecia, 13.122 euro a cui è stato apportato uno sconto di quasi 3.500 euro.

Valtur, tour operator italiano che faceva capo alla famiglia Patti, il 13 ottobre 2011 aveva depositato l’istanza per richiedere l’amministrazione straordinaria a causa dei troppi debiti. L’azienda ha particolarmente risentito della crisi dei Paesi del Maghreb che ha limitato i flussi turistici in Tunisia ed Egitto, e, nonostante le 22 strutture recettive in Italia e all’estero e un fatturato di circa 200 milioni di euro, ha un debito pari a 303,6 milioni di euro.

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