Volkswagen, svolta “verde”: addio al Currywurst nella mensa aziendale; è polemica

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L’azienda ha scelto di non servire più, da settembre, piatti a base di carne nella sede di Wolfsburg; i pasti saranno tutti vegetariani e vegani, con quale sporadica preparazione a base di pesce. La decisione arriva in nome di una maggiore sostenibilità, ma non è stata accolta da tutti con entusiasmo.

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Addio alla carne per i dipendenti Volkswagen: in nome di un’alimentazione più green, dopo le vacanze il colosso automobilistico eliminerà 150 ricette a base di carne servite nella mensa della sede centrale di Wolfsburg. Tra queste, anche i celeberrimi Currywurst, che la stessa azienda produce fin dagli anni ’70 e che, specialmente in Germania, sono un simbolo di riconoscimento per il marchio tanto quanto le sue automobili. Talmente noti da essere disponibili non solo nei ristoranti aziendali, ma anche nei supermercati e negli stadi di calcio.

L’azienda ha annunciato di voler rendere più sostenibile la propria offerta alimentare, in un primo momento nella sede centrale, poi magari anche nelle altre sparse per il mondo. Da settembre, proporrà esclusivamente piatti vegetariani e vegani, ai quali saltuariamente si aggiungeranno preparazioni a base di pesce. Secondo i media, il team Gastronomia e Ristorazione della Volkswagen ha già ideato 150 nuove ricette meat-free, che andranno a sostituire i piatti a base di carne. Il tutto rientra in un piano di cambiamento volto a rendere l’azienda carbon neutral entro il 2050. Intanto, entro i prossimi quattro anni, l’obiettivo è di ridurre emissioni e consumi legati alla produzione – CO2, energia, acqua, rifiuti e composti organici volatili – del 45% per veicolo rispetto al 2010 .

Una mossa in linea con la necessità di abbattere le emissioni di gas inquinanti, ufficializzata dall’impegno del Green Deal europeo, e quanto mai attuale in questo periodo storico. Come sappiamo, la connessione tra il sistema alimentare globale e i cambiamenti climatici è cosa nota da tempo, e la riduzione del consumo di carne e derivati è la prima e più importante azione per invertire la rotta. Secondo gli esperti dell’Università di Oxford “il sistema alimentare globale è una delle principali fonti di emissioni di gas serra, circa il 30% del totale”. A questo si aggiunge una ricerca del 2018, nella quale si afferma i prodotti di origine animale contribuiscono per il 58% alla produzione di gas serra legati al cibo“.

Addio al currywurst: le polemiche e la replica dell’azienda

Se da una parte la scelta della casa automobilistica ha lanciato un segnale di cambiamento, dall’altra ha anche suscitato malcontento. Tra gli oppositori anche l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che ha affidato ai social la sua critica contro l’azienda, chiedendo perfino un passo indietro sulla questione. “Se fossi ancora nel consiglio di sorveglianza di Volkswagen, una cosa del genere non sarebbe successa. Una dieta vegetariana è buona, io stesso la faccio di tanto in tanto. Ma niente Currywurst per una questione di principio? No! È una barretta energetica per l’operaio specializzato nella produzione, e tale deve rimanere”. Peccato che quella che viene definita come una “questione di principio”, abbia in realtà basi scientifiche solidissime.

L’azienda ha da poco risposto alle polemiche sottolineando che la decisione fa parte di una maggiore attenzione al tema della sostenibilità, ma non ci sarà nessun obbligo o costrizione per i dipendenti: per chi lo volesse, il ristorante aziendale situato a pochi metri dalla sede continuerà a servire carne, sebbene con una attenzione particolare alle emissioni di CO2 (la carne dovrà avere provenienza regionale).

Ricordiamo che pochi anni fa la casa automobilistica fu coinvolta nel cosiddetto “dieselgate” – lo scandalo sui dati delle emissioni truccati – e che questa scelta, per quanto apprezzabile, rimane comunque un passo minimo verso un cambiamento indispensabile, per di più da parte di una grande azienda. Tanto rumore per nulla, si potrebbe pensare.

 

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