Le scimmie parlanti che hanno cambiato la visione del mondo animale

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Kanzi adora le omelette, è in grado di accendere un fuoco per arrostire i marshmallow e sa utilizzare il videoregistratore per guardare i suoi film preferiti; adora giocare a Ms. Pacman; sa suonare la tastiera e ha anche suonato con Paul McCartney e Peter Gabriel.

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di Alfonso Lucifredi
kanzi

Nonostante tutti questi talenti, Kanzi non è un essere umano, ma un bonobo maschio, ospite del Great Apes Trust, un santuario per le scimmie di Des Moines, in Iowa. Ma l’aspetto di Kanzi, che più di ogni altro lascia sbalorditi i suoi visitatori, è la capacità di comunicare con gli esseri umani: per farlo, utilizza una tastiera su cui sono raffigurati dei simboli, chiamati lessicogrammi, che rappresentano una parola ciascuno. L’animale ha imparato ad utilizzarla autonomamente, osservando da cucciolo le lezioni che venivano impartite alla sua madre adottiva, che con lei non avevano portato ad alcun risultato. Oggi Kanzi è diventato il maschio dominante della piccola comunità ed è una celebrità di fama mondiale.

Altre scimmie speciali

Koko adora i gattini, che alleva con cura e attenzione; adora leggere e scherzare, e ha ben chiari i concetti di morte o di giusto e sbagliato; talvolta è anche in grado di mentire. Koko è un gorilla femmina di 45 anni, vive in California da quando è nata e, grazie all’aiuto della sua “maestra” umana, la psicologa Francine Patterson, è in grado di comprendere migliaia di parole della lingua inglese parlata, ed è capace a sua volta di esprimersi grazie al linguaggio dei segni americano, il cosiddetto AMESLAN.
Washoe è stata, invece, la prima scimmia antropomorfa a imparare a comunicare con gli esseri umani. Era uno scimpanzé femmina, ed è morta nel 2007 a 42 anni. Le venne insegnato a comunicare utilizzando il linguaggio dei segni dagli psicologi americani Beatrix e Allen Gardner, che per primi realizzarono che per cercare un contatto con i nostri parenti più stretti non si poteva utilizzare la lingua parlata, non avendo le scimmie antropomorfe la struttura fisica adatta per parlare come gli umani.
E così, grazie a segni e simboli, siamo riusciti a sentirci un po’ più vicini a loro e a capire che, in fondo, siamo veramente simili.

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