Al convitto Magarotto sono rimasti in tredici Scatterà la chiusura

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Dal prossimo anno scolastico lo storico convitto Antonio Magarotto, situato in via Cardinale Callegari, all’Arcella, sarà inglobato all’interno dell’altro convitto statale che si trova nell’area limitrofa all’istituto professionale San Benedetto da Norcia (scuola aggregata al Duca degli Abruzzi) e all’istituto tecnico Pietro Scalcerle, in via Cave, a Brusegana.

La decisione è stata presa dalla Provincia, competente anche sul convitto, ed è stata comunicata anche al rettore reggente del convitto Magarotto, Emanuela Veronese, preside titolare dell’Educandato di Montagnana.

Il convitto era stato inaugurato nel 1961 dall’allora primo ministro Amintore Fanfani e dal fondatore dell’Ente Nazionale Sordi, Antonio Magarotto.

La scelta della Provincia è stata dettata dal drastico calo del numero dei convittori. Negli anni d’oro erano duecento. Adesso sono appena 13. «Non ho difficoltà ad adeguarmi alla scelta della politica, ma secondo me sarebbe stato meglio ristrutturare al meglio il convitto, che da sempre ha rappresentato anche una risorsa per l’Arcella», osserva la preside Emanuela Veronese.

«Insieme al Comune avevamo elaborato anche un progetto organico per il suo rilancio culturale collegato alla riqualificazione del rione San Carlo». Naturalmente con l’accorpamento andranno via i convittori, ma all’interno dello storico immobile di via Callegari continueranno a restare sia le cinque classi del nuovo liceo classico Europeo, risultato un’idea vincente della preside Veronese come sede staccata dell’Educandato di Montagnana, sia le dieci classi dell’ex Tommaso Pendola per odontotecnici, aggregato anni addietro all’istituto Enrichetta Usuelli Ruzza, istituto guidato attualmente dalla preside Cinzia Villanucci. —

f.pad.

 

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