Defiscalizzare il costo del lavoro domestico per sostenere le persone con disabilità

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Nel decreto attuativo della riforma dell’Irpef firmato dal ministro Giorgetti c’è una maxi deduzione del 120% per chi assume a tempo indeterminato. La novità non vale per il lavoro domestico. Vincenzo Falabella (Cnel): «Una scelta che favorisce il lavoro irregolare. La maxideduzione dovrebbe riguardare quanto meno i lavoratori domestici impegnati nel lavoro di cura per le persone con disabilità e non autosufficienti»

di Redazione Vita.it

Nei giorni scorsi sul sito del Dipartimento delle Finanze è stato pubblicato il decreto attuativo della riforma dell’Irpef firmato dal ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone. Imprese e professionisti che aumentano il numero di dipendenti a tempo indeterminato potranno beneficiare di una maxi deduzione del 120%, sconto che arriva al 130% se le assunzioni riguardano categorie di lavoratori meritevoli di maggiore tutela. La maxideduzione non è prevista per il lavoro domestico. Un’assenza che pesa per Vincenzo Falabella, consigliere Cnel, presidente dell’Osservatorio inclusione e accessibilità e presidente della Fish. «La maxideduzione dovrebbe riguardare quanto meno le lavoratrici e i lavoratori domestici impegnati nel lavoro di cura per le persone con disabilità e non autosufficienti. Questa assenza farà certamente aumentare il lavoro irregolare, rischiando anche di penalizzare le stesse famiglie, con il risultato di poter disporre di minore assistenza», afferma Falabella in una nota.

«La defiscalizzazione in questo ambito potrebbe aiutare le famiglie alleggerendo i costi per le assunzioni di assistenti familiari e al tempo stesso andrebbe ad incentivare la professionalità del settore. Si parla di milioni di famiglie, che qualcuno ha definito come ‘un esercito silenzioso’, lasciate sempre sole da un welfare che non è più in grado di rispondere ai bisogni specifici dei cittadini e delle cittadine più vulnerabili: tra questi vi sono le persone con disabilità e quelle non autosufficienti. È del resto opportuno ricordare come le famiglie che assumono personale domestico si caratterizzino a tutti gli effetti come datori di lavoro e pertanto non si vede perché non possano usufruire delle agevolazioni che vedono coinvolti altri settori».

Per Falabella è necessario un intervento finalizzato a defiscalizzare il costo del lavoro domestico, andando incontro in tal modo alle persone che disabilità e alle loro famiglie, che in questi ultimi anni si sono notevolmente impoverite. Se il lavoro domestico invece continuerà ad essere escluso non solo dai sostegni e dagli sgravi destinati agli altri rapporti di lavoro, si favorirà la crescita del lavoro irregolare e si continuerà a ignorare le persone con disabilità».

 

 

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