E’ necessaria la legge-quadro sull’assistenza psichiatrica?

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Ritenendo precipua la promozione di una urgente Legge-quadro nazionale di Riforma dell’Assistenza Psichiatrica atta al supporto delle Politiche Socio-Sanitarie di sostegno alle famiglie che hanno la sfortuna di annoverare nel proprio nucleo familiare parenti soggetti a disturbi di natura psichica e di quasi certa cronicità, in tal senso la nostra Associazione in questa Legislatura ha ripresentato una Petizione al Parlamento Italiano.

1.) L’avvento della legge comunemente denominata“ devolution” ( decentramento, federalismo) è frutto dell’accordo Stato-Regioni dell’8 agosto 2001 ed il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni hanno proceduto ad una razionalità di iniziative volte alla salute dei cittadini, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.269 del 18 novembre 2005 la Legge Costituzionale recante “Modifiche alla Parte II° della Costituzione” è stata approvata dall’Aula del Senato il 16 novembre 2005. Quella legge ha rimodellato l’assetto delle attuali Competenze Legislative, da un lato ritornando allo Stato alcune materie difficilmente frazionabili, dall’altro valorizzando il ruolo delle Autonomie Regionali attraverso l’attribuzione di competenze esclusive attinenti alla Sanità, alla Scuola ed alla Sicurezza Pubblica.

Quindi per quanto riguarda la salute, ivi compresa quella psichica, con questa “legge” l’Assistenza Sanitaria ed Ospedaliera passa alle Regioni, in base  all’art.117 della Costituzione Italiana “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”, quindi non in contrasto con l’interesse nazionale.

Ricordo che il Provvedimento Legislativo è stato approvato dall’Aula del Senato il 16 novembre 2005 e non è stato approvato “nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti”.

2.) Le motivazioni che ci hanno indotto a richiedere per la terza volta nella Petizione una rapida approvazione di una legge-quadro nazionale di riforma dell’Assistenza Psichiatrica in tutta la sua dimensione, risiede in tante angolazioni negative che le Istituzioni non hanno saputo risolvere da moltissimi anni per questo grave ed urgente disagio sociale.

Pertanto dato che il ritardo continua a perpetrarsi e visto che quella “legge” dovrebbe essere sottoposta a referendum popolare, indipendentemente qualunque sia il risultato di quest’ultimo, riteniamo e prevediamo tempi lunghissimi per la pianificazione di questa “problematica” ed auspichiamo che i singoli Deputati e Senatori di questa Legislatura considerino e valutino a priori questa piaga sociale e mettano in esecutorietà quella macchina burocratica su questo delicato ambito Sanitario .

In ogni caso, nel contesto della regionalizzazione, la necessità di una legge-quadro nazionale è intesa a stabilire, con la massima urgenza, affinché le singole Regioni possano indirizzarsi in maniera omogenea all’emanazione di Norme Legislative in materia di salute mentale e con meccanismi di perequazione per migliorare la qualità dei Servizi uguali in tutte le Regioni Italiane, onde garantire la sicurezza ai cittadini e la tutela della salute di questi sofferenti di patologie psichiche. Purtroppo le Istituzioni non hanno valutato in appieno la necessità di un forte, rapido intervento Legislativo ed Istituzionale con modalità prioritarie e propositive.

La famiglia, base della società, è anche quella che continua a mantenere e curare i membri disabili e svantaggiati tra crescenti difficoltà, soggetta a crisi, contenitrice di stress e và rispettata in tutti i suoi componenti. Non essere sensibili a problemi come questi, significa deludere sempre più le aspettative della società che alterna perdita di fiducia ed a volte indifferenza verso la politica. Ci vergogniamo di questa situazione che dura, ripeto, da ben 40 anni e speriamo in una concreta e definitiva soluzione .

E con il saggio pensiero del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 

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