Famiglia e crisi sociale, mentre i giovani sono senza lavoro il Governo in carica “dona” loro 500 euro per le loro “allegre necessità”!

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Questa “legale donazione” è “ baratto ”, ovverosia : “tu mi dai una cosa a me, io ti do una cosa a te” !

famiglia-300x266Sono ormai molto note le cause che influiscono recentemente sulla vita sociale, compiute dai Governi e dalla Forze Politiche : prima gli 80 euro restando fuori i pensionati, ora i 500 euro ai giovani per le “allegre necessità” invece di pensare a trovare loro lavoro, ma quello che è preoccupante, è la crisi della famiglia boicottata , derisa, vituperata .

Colpisce la famiglia la perdita del senso della vita, l’ormai ricorrente disintegrazione sociale, la persistente e nuova povertà, la perdita dell’educazione elementare, la giustizia sociale, insomma un complesso di “circostanze” che vorrebbero determinare lo sfaldamento della istituzione famiglia .

Ancora una volta dobbiamo ribadire che la famiglia è intesa “ come società naturale fondata sul matrimonio” ( Cost. Italiana art.29), come società originaria le cui basi non derivano dallo Stato, ma si sono sviluppate attraverso un processo millenario , inoltre il matrimonio tra uomo e donna produce la continuazione della specie umana .

Fra i tanti “guai” che la famiglia oggi incontra nel suo vivere, è, soprattutto, la malattia di un suo componente .

Ne ha parlato Papa Francesco nel ciclo di catechesi dedicato alla Famiglia, dove ognuno ”sia esso padre che madre”, ha aggiunto, ricordando come la famiglia sia sempre stata “ l’ospedale più vicino con un di più di sofferenza e di angoscia “, quando si trova nella prova di questo disagio, raccomanda a tutti, “non lasciamo sola la famiglia” ( Ud.Gen.le Piazza San Pietro 10 giugno 2015 ).“Ancora oggi” ha continuato il Santo Padre, “in tante parti del mondo, l’ospedale è un privilegio per pochi e spesso è lontano. Sono la mamma, il papà, i fratelli, le sorelle, le nonne che garantiscono le cure e aiutano a guarire”.  

Il compito della Chiesa, ha detto il Papa è :“Aiutare i malati, non perdersi in chiacchiere, aiutare sempre, consolare, sollevare, essere vicino ai malati ”.

La famiglia cellula primaria della società, oggi è in grave e preoccupante crisi e pericolo come non mai, perché si tenta di distruggere il suo fondamento, essa è nel turbinio delle contraddizioni colpita da una moda che dice di essere libertaria, avversata da situazioni anche economiche gravi, da immoralismi imperanti sempre più feroci, dobbiamo ricordare che l’unione familiare è sempre stata essa il trampolino di lancio della capacità di relazione umana, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

Papa Francesco rievocando la pagina evangelica della donna pagana che supplica con insistenza Gesù e ottiene, dopo un primo rifiuto, la guarigione della figlia, ha invitato alla preghiera continua per i propri cari colpiti dal male : “ La preghiera per i malati non deve mai mancare. Anzi dobbiamo pregare di più, sia personalmente sia in comunità”, raccomandando ad “educare i figli fin da piccoli alla solidarietà nel tempo della malattia”, con “un’educazione che tiene al riparo dalla sensibilità per la malattia umana, inaridisce il cuore. E fa sì che i ragazzi siano ‘anestetizzati’ verso la sofferenza altrui, incapaci diconfrontarsi con la sofferenza e di vivere l’esperienza del limite”.

Quante volte, ha detto Papa Francesco, vediamo arrivare al lavoro uomini e donne stanchi dopo notti insonni per avere assistito un malato in famiglia e “quelle eroicità nascoste che si fanno quando uno è ammalato, quando il papà, la mamma, il figlio, la figlia … E si fanno con tenerezza e con coraggio”.

“La debolezza e la sofferenza dei nostri affetti più cari e più sacri” ha aggiunto il Papa, possono essere, per i nostri figli e i nostri nipoti, una scuola di vita”, se  accompagnate da “preghiera” e da “vicinanza affettuosa e premurosa dei familiari “.  

Papa Francesco ci consegna sempre un ulteriore appello alla solidarietà con queste incoraggianti parole : “ La comunità cristiana sa bene che la famiglia, nella prova della malattia, non va lasciata sola”, incoraggiando “questa vicinanza cristiana, da famiglia a famiglia, è un vero tesoro per la parrocchia; un tesoro di sapienza, che aiuta le famiglie nei momenti difficili e fa capire il Regno di Dio meglio di tanti discorsi! Sono carezze di Dio. Grazie”.

E’ auspicabile che si dia inizio ad un responsabile dialogo nella trattazione della materia sociale e non chiacchiere , che possono rendere giustizia, stabilità nell’ordine pubblico, nelle trattazioni delle necessità della gente che mancano per rendere equità e giustizia .

E con le parole sagge del Santo Giovanni Paolo II° :Andiamo avanti con speranza

Previte

 

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