E’ urgente e non dilazionabile una Legge-Quadro Nazionale di riforma dell’Assistenza Psichiatrica

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La  grave situazione della n/s Italia necessita di Provvedimenti contingentali, risolvibili e tali che con un Governo in carica “ semi sfiduciato” e con un Parlamento dichiarato “non legale” quindi non in grado di legiferare, non necessita di una “task quirinalizia” per risolvere una crisi che oltre che economica, è anche morale, politica, sociale !

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A 39 anni dall’emanazione della legge 180/1978 (legge Basaglia) che ha “ordinato” la chiusura dei “manicomi”, la compassata classe politica anziché assumere una rigorosa e doverosa iniziativa per proporre una dignitosa sistemazione dei malati psico-fisici, ha lasciato sul campo agli Apparati Amministrativi la soluzione del problema .

Come la dobbiamo chiamare ?

Del “dramma” dei dimessi dai Presidi Ospedalieri Psichiatrici, di quelli nascosti o palesi nelle famiglie, di quelli “ospiti” nei ex-Giudiziari, oggi 2017 divenuti REMS ( Strutture Sanitarie gestite dalle Sanitò Territoriali), negli Ospedali Psichiatrici Privati Convenzionati o nelle Carceri, ripeto, dopo 39 anni dalla soppressione degli istituti manicomiali : non se ne parla!

Onde avviare Provvedimenti e Servizi in materia di Salute Mentale, molto umilmente ma fermi nella n/s convinzione, riteniamo precipua da parte del nuovo Parlamento la promozione di una urgente legge-quadro nazionale di riforma dell’assistenza psichiatrica ed atta al supporto di politiche sanitarie-economico-sociali di sostegno alle famiglie che hanno la disavventura di avere nel proprio nucleo familiare parenti soggetti a disturbi di natura psichica e di quasi certa cronicità.

L’avvento della devolution recante “Modifiche alla Parte II° della Costituzione” ha portato ad affidare alle Regioni, in base all’art.117 della Costituzione, l’Assistenza Sanitaria ed Ospedaliera “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”, ma onestamente si deve riconoscere che ci si allontana dalla realtà quotidiana del riconoscimento della malattia mentale.

Quindi nel contesto della Regionalizzazione la necessità di una legge-quadro nazionale invocata, è intesa a stabilire che le singole Regioni a qualsiasi titolo possano indirizzarsi in maniera omogenea all’emanazione di Norme Legislative in materia di salute mentale non in contrasto con l’interesse nazionale, ma con meccanismi di perequazione per migliorare la qualità dei Servizi uguali in tutte le Regioni onde garantire la sicurezza ai cittadini e la tutela della salute dei sofferenti.

Una “raccomandazione” approvata dal Parlamento Europeo, per migliorare la vita delle persone disabili fino al 2015 ed oltre, è l’obiettivo del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa rivolta ai 46 Stati membri intitolata “Piano d’azione per la promozione dei diritti e della piena partecipazione delle persone disabili alla società : migliorare la qualità della vita delle persone disabili in Europa 2006-2015”.

Il Piano raccomandava azioni specifiche da intraprendere a livello nazionale in 15 Direttive quale strumento pratico onde attuare strategie e programmi in tutti gli ambiti fondamentali della vita delle persone disabili tra cui la salute e la protezione contro violenze od abusi

I “malati” sono soli ed i familiari sono in cerca d’aiuto e sono impellenti Servizi specifici e cure in strutture adeguate con una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica e non parole.

La verità delle loro condizioni è semplice, ma troppo spesso dimenticata, difficile da valutare e considerare impegnati come siamo nei “ruoli” che ciascuno di noi recita sul palcoscenico della vita quotidiana, a volte senza significativi contenuti, ma “schiacciati” da quel rullo compressore di egoismo molto umano, ma poco evangelico o di sofisticata, inconcludente, solidarietà, specie quando si tratta di “ cattolici da salotto “( Papa Francesco 17.5.2013 Santa Marta ).

Sono uomini, donne, ragazzi, ragazze, adolescenti, padri, madri che cercano, nella loro realtà, di vivere come una qualsiasi cittadino, persone isolate nella loro solitudine, persone che percepiscono nostalgie, che recepiscono contrarietà, che esternano il proprio essere persona, ma possono gioire per un gesto di comprensione.

In una società violenta nella quale il rispetto della dignità dell’uomo, soprattutto debole ed indifeso, rischia di eclissarsi sempre più i Partiti non possono più sfuggire alle loro responsabilità, perché la libertà o il benessere dell’Italia non deve finire dove inizia il libertinaggio della politica, perché reputiamo e siamo timorosi che abbiano messo radici molto profonde ed insidiose forme di esclusione sociale a danno dei soggetti più deboli !

Fiduciosi nella posizione di padri o madri di famiglia, auspichiamo che i singoli Deputati o Senatori nel nuovo Parlamento considerano e valutano questo grave disagio sociale e smuovano questa macchina burocratica ferma su questo delicato argomento da ben 39 anni.

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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