Marsala, il caso Convitto. L’istituto per audiofonolesi abbandonato dalla Regione

0
32 Numero visite

Potrebbe essere un fiore all’occhiello della città di Marsala. 

Un istituto unico nel suo genere (in Italia ce ne sono solo un paio …), per offrire servizi di qualità, potenziare l’offerta scolastica, arginare il disagio. Sembra invece abbandonato a se stesso. E’ il Convitto Audiofonolesi di Marsala.

L’”Istituto Educativo dello Stato per Audiofonolesi di Marsala” per usare la dicitura corretta è una istituzione educativa che accoglie e assiste ragazzi sordi e con problemi di linguaggio dalla scuola materna alle superiori della città e provincia. Offre una vasta gamma di servizi dalla mattinata del giorno, alla mattinata del giorno successivo.

La struttura, in Via Grotta del Toro, attualmente è frequentata da una trentina bambini e ragazzi che vengono da tutto il territorio. C’è chi dorme lì, chi invece passa mezza giornata, ed è aiutato nello studio o in altre attività. Purtroppo, l’esistenza stessa del Convitto è a rischio. Per cercare la responsabilità non bisogna andare molto lontano. Pesa infatti sulla Regione Siciliana la colpa, ancora oggi, di non aver trovato per il convitto un’adeguata tutela per garantirne il finanziamento.

Così, non va presa con sollievo la notizia dell’approvazione di un emendamento voluto dalla deputata regionale marsalese Eleonora Lo Curto (che del Convitto è stata anche reggente) di un contributo straordinario di 70.000 euro. E’ un pannicello caldo, per una struttura che avrebbe bisogno, per funzionare, di un inquadramento a regime e di tante certezze che oggi non ha. 

Rettore Reggente del Convitto è attualmente Antonella Coppola, dirigente del Cosentino – Giovanni XXIII di Marsala e assessore della Giunta del Sindaco Grillo. Chiede, inascoltata, da anni che venga ricostituito il Consiglio di Amministrazione del Convitto. Da Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione della Giunta regionale di Musumeci, è arrivata invece la nomina di un commissario straordinario, Cesare Maddalena. Le sue funzioni, secondo quanto apprende Tp24, si sono sovrapposte a quelle della reggente, creando confusione di ruoli e competenze (sulla carta Coppola è presidente del Cda, rappresentato dal commissario Maddalena …).

Il problema del Convitto è proprio nella sua natura: è un organo statale, come si evince facilmente consultando l’anagrafe statale. Il Convitto Audiofonolesi ha un Codice Fiscale ed un Codice meccanografico attribuiti dallo Stato. Gli stipendi al personale (circa una ventina di persone, tra educatori, personale Ata e amministrativi) li paga lo Stato, come in una qualsiasi scuola.

La Regione non ha mai inserito il Convitto nell’anagrafe delle scuole presenti per il territorio, e quindi non stanzia i fondi per il suo funzionamento. La vicenda è davvero curiosa: da un lato la regione commissaria, di fatto, un ente, come se fosse regionale (pretendendo di controllare l’attività di un dirigente statale, qual è il rettore reggente …) dall’altro lato però non assegna alcuna spesa per il suo funzionamento. Anzi. Consultando gli atti pubblici del Convitto, emergono alcune anomalie: la Regione nomina un commissario straordinario le cui spese sono a carico del Convitto. Il commissario a sua volta lancia un bando per la selezione di un Revisore dei Conti (normalmente andrebbe scelto da un albo, ma tant’è …) e nomina anche un “esperto” (sempre pagato dal Convitto…) e un legale di sua fiducia (di Enna, Carmelo Sebeto, come lui, sempre pagato dal Convitto). Sebeto fa coppia con Maddalena in diverse circostanze, entrambi sono di casa all’Ugl.

Sarebbe pertanto il caso di fare chiarezza, a cominciare dalla Regione. L’assessore Lagalla doveva solo nominare un Cda, ma ha solo complicato la vita al Convitto, con un commissario che pretende di essere il rappresentante legale. 

Non commenta le vicende interne la reggente, Antonella Coppola, che invece lavora su un altro obiettivo: “Sto lavorando per la sicurezza economica del Convitto” dichiara. Anche Coppola sostiene che al Convitto “serve un’identità”. Dovrebbe essere un ente regionale, ma la Regione non lo riconosce. Per il resto, Coppola ricorda il ruolo dell’ex Provincia, che si fa carico di molte spese, e sta lavorando, nel suo doppio ruolo di assessore, affinché una convenzione analoga venga stilata tra il Comune di Marsala e l’istituto “che ha un grande ruolo sociale – precisa Coppola – perché con la sua attività aiuta tanti ragazzi e bambini che altrimenti sarebbero ai margini della società”. 

Chi conosce bene la realtà del convitto è Eugenio Tumbarello. Il sindacalista della Uil è stato prima educatore e poi consigliere. Proprio ieri ha incontrato un gruppo di educatori e il personale che lavora al convitto: “Mi hanno espresso le loro preoccupazioni” racconta a Tp24. Tumbarello denuncia la singolarità di “un commissario che crede di avere poteri che in realtà non credo possa avere”. E insiste sul punto: “Solo il dirigente scolastico è il legale rappresentante della struttura. Il commissario, Maddalena, rappresenta il Cda, non tutto il convitto”. A Tumbarello la situazione del convitto sta particolarmente a cuore: “Bisogna rilanciare questa struttura, unica nel suo genere, che potrebbe, ad esempio, fare parte di un sistema integrato nella scuola dell’infanzia a Marsala”. Negli anni tante risorse sono state perse, e per Tumbarello è “l’ora che il convitto abbia un dirigente titolare, e che la politica superi le divisioni e ragioni sul futuro di questa importante istituzione”.

 

Newsletter