Bilancio in ritardo, è polemica fra maggioranza e prima Commissione

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di Manlio Viola

Ci sono le variazioni ma non c’è il bilancio “variato” mentre ancora si aspetta la legge di stabilità, ovvero l’insieme di norme che dovrebbero spiegare come si “usa” il bilancio. E’ entrata nel vivo nella confusione la sessione di bilancio all’Assemblea regionale siciliana.

Ars-Sicilia-400x215la I Commissione Affari istituzionali e la seconda Bilancio sono riunite da stamani per affrontare il tema ma in assenza di documenti certi e correlati fra loro piovono polemiche.

Il Governo ha trasmesso agli uffici dell’ARS una nota di variazione di Bilancio, non certo un testo esaustivo, poiché continua a mancare la Finanziaria vera e propria.

La mancata trasmissione dell’emendamento alla legge di stabilità finanziaria da parte del governo all’Ars è certamente un fatto grave che comporta pregiudizio” gli fa eco una nota dell’intera commissione presieduta da Marco Forzese, esponente della stessa maggioranza di Crocetta anche i Democratici Riformisti ai quali Forzese aderisce sembrano alquanto critici negli ultimi giorni.

Riteniamo che il lavoro delle Commissioni finalizzato ad esprimere il parere, prima del passaggio in Aula – continua la nota congiunta della Affari Istituzionali – sia viziato dalla fregola di dovere fare tutto entro pochi giorni dalla scadenza statutaria. Il governo Crocetta deve sentire questo richiamo come una moratoria per un atteggiamento dilatorio che fa presupporre come il Bilancio della Regione sia di fatto uno strumento ancora non definito né tanto meno chiaro e trasparente, quindi da poterlo esaminare con la giusta attenzione”.

Le polemiche con la commissione Affari istituzionali appaiono tanto più rilevanti perché il parere proprio della I Commissione sarà importante per la nomina dei manager della sanità la cui scelta è finita nel tritacarne delle polemiche costringendo il Presidente della Regione a smentire, indignato, un suo intervento diretto nella vicenda.

Su tutto cerca di gettare acqua il deputato Pd Pippo Di Giacomo “mettiamo da parte le polemiche” dice riferendosi ai manager della sanità.

Tutto ciò significa – aggiunge preoccupato Vincenzo Figuccia componente della Commissione in quota Pds – che l’esame della Finanziaria dovrà slittare ulteriormente, in attesa di una conferenza dei capigruppo, che fisserà una nuova tabella di marcia, della quale, ad oggi, non c’è neanche l’ombra”.

Ma alle polemiche interne alla maggioranza ed a quelle procedurali fanno seguito quelle sul contenuto del bilancio stesso, per quanto è dato conoscerlo: “Non è grave solo il ritardo, ma anche il contenuto della bozza di variazioni di bilancio – dice ancora Figuccia – perché cala la falce sui deboli”.

Lungo l’elenco dei tagli inaccettabili per l’esponente dell’opposizione: “Gli interventi per le comunità alloggio per ex degenti psichiatrici sono ridotte di due terzi (da 15 milioni a 5 milioni circa), cosi’ come quelle per le comunità alloggio di minori sotto provvedimento dell’autorità giudiziaria, ridotti di circa un terzo. Tagliati i contributi per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e quello delle Ipab, che passa da 315 mila a 67 mila euro. Soppresso il contributo all’Ente Nazionale Sordomuti, quello per l’Associazione che contrasta la pedofilia , il Banco alimentare , i finanziamenti per le risorse indistinte del fondo politiche sociali, quelli per le adozioni internazionali, per i consultori, persino quelli per l’associazione dei familiari dei cerebrolesi”.

Bilancio “semi” assente, schermaglie in corso, dunque, in attesa della capigruppo e dell’identificazione di un percorso chiaro oltre che di documenti completi

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