I night club sono stati chiusi e le strade sono pattugliate per evitare la propagazione del coronavirus.

Ma, anche se la prostituzione da strada è scomparsa, sembra che le lavoratrici del sesso stiano continuando a lavorare a domicilio o in appartamenti privati. Il fatto è che non esistono dati precisi ma, da quando sono state emanate le misure di contenimento dell’emergenza COVID-19, la prostituzione domestica è aumentata significativamente. Nonostante ciò, portali inserzionistici legati al settore, come millerotici.com, sfruttano la loro visibilità su internet per ricordare agli utenti la necessità di seguire le istruzioni delle autorità sanitarie per poter tenere sotto controllo la pandemia.

Il consumo di sesso in questa situazione è un argomento che va analizzato e affrontato. Sono due i motivi fondamentali per cui migliaia di prostitute sono ancora in attività. Uno di questi è la necessità di avere un reddito, che le obbliga a eludere l’isolamento. Bisogna poi tenere presente anche l’aumento della domanda che si è verificato in questi giorni.

La prostituzione in appartamento

Nel corso della quarantena, agenti della polizia hanno chiuso strip club e night club, ma a quanto pare nessuno ha pensato agli appartamenti. La cosiddetta prostituzione domestica utilizza la discrezione data dall’isolamento per continuare a prestare i suoi servizi. Ma, in ambienti di questo tipo, nessuno può controllare la trasmissione del virus.

Altre lavoratrici del sesso, al contrario, hanno deciso di reinventarsi e il sesso a distanza, che sia tramite video di WhatsApp o webcam, è la loro risorsa principale, al meno fino alla fine della quarantena. Tuttavia, nonostante la virulenza della COVID-19, altre prostitute stanno ricevendo nei loro appartamenti o si recano presso il domicilio dei clienti come alternativa alla strada.

L’affitto di camere, un altro mercato occulto

Con i night club chiusi, il sesso a pagamento si è incentrato negli appartamenti e in un altro mercato occulto che si è manifestato: l’affitto di camere e appartamenti. L’idea è quella di affittare camere discrete con bagno per consentire alle prostitute di svolgere il loro lavoro senza la necessità di eludere l’isolamento né dover pagare multe alle autorità.

Sembra che esistano proprietari di immobili a cui non importa il divieto di attività di questo tipo per il rischio di contagio e sono disposti ad affittare le loro camere a settimana. In questo modo, la prostituzione rimane nascosta allo sguardo attento dei poliziotti che al momento si trova rivolto alle strade.

D’altro canto, i proprietari di strip club e night club mostrano il loro disappunto per la chiusura temporanea della loro attività. Anche se stanno sfruttando questi giorni per preparare le attività al post-isolamento, credono che la depressione economica farà sì che i clienti non potranno o non vorranno spendere soldi.

Consigli per evitare la COVID-19 per lavoratrici del sesso e clienti

Nonostante sia vietato, gran parte delle lavoratrici del sesso che vivono in una situazione più vulnerabile non possono smettere di lavorare. Per tale motivo sarà necessario, quantomeno, considerare la possibilità di adottare alcuni consigli pubblicati da diverse istituzioni per far fronte alla COVID-19, come ad esempio:

  • Evitare di baciarsi.
  • Mantenere la distanza di sicurezza quando si tratta.
  • Evitare di prestare servizio a clienti con sintomi influenzali.
  • Usare preservativi per tutta la durata dell’atto sessuale e la posizione da dietro.
  • Non condividere bicchieri o sigarette.
  • Usare frequentemente alcool in gel.

 

Aumento de la prostitución doméstica durante Covid-es-it-R-C

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