Definito dagli americani «a comic genius», Aldo Fabrizi – nato a Roma il primo novembre 1905 e scomparso il 2 aprile 1990 – è un’icona della Capitale. Insieme ad Alberto Sordi e ad Anna Magnani ha rappresentato la romanità sul grande schermo. E a 30 anni dalla sua morte, il mondo dello spettacolo omaggia un gigante. Dal varietà al cinema, dalla televisione, al teatro.

Aldo Fabrizi ha conquistato la critica internazionale interpretando a Broadway il celebre musical Rugantino di Garinei e Giovannini nel 1964. L’artista romano ha lavorato con i più grandi autori del nostro cinema. Dal debutto sul grande schermo nel 1942 con Avanti c’è posto di Mario Bonnard al ruolo, nel ’45 di Don Pietro in Roma città aperta di Roberto Rossellini. Nel 1950 riceve il Nastro d’Argento per Prima comunione di Alessandro Blasetti riconoscimento che si aggiudicherà anche nel ’75 per C’eravamo tanto amati di Ettore Scola. Al Festival di Cannes viene premiato come co-sceneggiatore di Guardie e ladri uno dei tantissimi film girati assieme a Totò verso il quale Fabrizi ha sempre nutrito un grande affetto e una profonda stima. Ha lavorato in oltre 60 film diretti, per citarne solo alcuni, da Monicelli, Steno, Mattoli, Magni, Bragaglia, Nanni Loy, Franciolini, Pabst, Zampa. Ed è stato anche regista da Emigrantes del 1949 alla famosa commedia La famiglia Passaguai del ’51, in tutto 9 titoli.

Aldo Fabrizi era il fratello di Sora Lella, protagonista anche lei di tanti film cult.

 

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