Missionarie della carità in Sri Lanka: Festeggeremo santa Madre Teresa con i nostri poveri

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Melani Manel Perera – Nel Paese sono presenti 58 religiose, che operano in sette diocesi a fianco di bisognosi e disabili. La superiora regionale: “Il 4 settembre non potremo essere a Roma, ma festeggeremo la canonizzazione insieme ai nostri poveri”. Nel Paese “tanti miracoli sono avvenuti grazie alla sua intercessione”.

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Colombo (AsiaNews) – Abbiamo aspettato a lungo “per questo momento, e siamo molto felici ora per questa splendida notizia che Madre Teresa sarà fatta santa nell’Anno della misericordia. La nostra felicità deriva dal fatto che anche qui in Sri Lanka molte persone hanno ricevuto benedizioni, grazie e miracoli grazie alla Madre”. Con queste parole Sister M. Johannes MC, superiora regionale delle Missionarie della carità in Sri Lanka, commenta ad AsiaNews la decisone di papa Francesco di canonizzare la religiosa di Calcutta il prossimo 4 settembre a Roma.

“Come sue figlie – dice sister Johannes – noi ringraziamo il Signore di avere avuto questo splendido dono di Madre. L’abbiamo ricevuta da Dio, al quale lei aveva aperto tutto il suo spirito. Anche noi proviamo a vivere con la stessa anima che aveva lei”. Per festeggiare la notizia della canonizzazione, le Missionarie non hanno in programma “attività particolari, ma continueremo a vivere nelle nostre comunità per approfondire la nostra vocazione”.

“Madre Teresa – continua suor Johannes – è stata ispirata da Gesù stesso a lavorare con i più poveri dei poveri, per capire sempre meglio quale era il messaggio che Dio voleva comunicarle. Anche noi, leggendo i suoi scritti, pregando e lavorando con gli ultimi, siamo piene di questo spirito”. Le suore dallo Sri Lanka, afferma la superiora, non potranno recarsi a Roma per assistere alla cerimonia: “Però terremo una funzione in contemporanea il 4 settembre in ogni diocesi”.

Le Missionarie della carità presenti in Sri Lanka sono 58, divise in otto comunità sparse in sette diocesi. Due gruppi sono nella capitale Colombo, gli altri a Galle, Kandy, Kurunegala, Trincomalee, Vavuniya e Jaffna: “In questi posti festeggeremo il momento di gioia per la nostra Madre insieme ai nostri poveri, che siamo stati chiamati a servire”. Delle 58 Missionarie, 30 sono srilankesi mentre le altre vengono da Paesi esteri come Olanda, Kenya, Filippine, Corea e Bangladesh.

Sister Johannes descrive le attività gestite dalle suore: “Circa 90 bisognosi trovano rifugio nella nostra ‘Shanthi Niwasa’ (Casa della pace) dove risiedo io, nel quartiere Mutwal di Colombo. Altri 100 vivono a Vavuniya e a Kandy, dove nel convento ci sono anche 90 bambini disabili, che vengono curati dalle suore. Le altre comunità sono più piccole”. Le religiose, spiega la superiora, non si limitano a lavorare nelle proprie strutture, ma “visitano le famiglie povere della zona, nelle aree trascurate. La Madre ha sempre desiderato andare incontro ai malati che hanno bisogno di cure e di amore”.

“Tutte le grandi difficoltà che incontriamo – afferma sister Johannes – le affrontiamo come se fossero sfide che vogliono testare la nostra fede. Io credo questo, perché quello che facciamo non è la nostra opera, ma l’opera del Signore”.

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