Lazio, il piano per gli aeroporti: i voli lowcost a Fiumicino, addio a Ciampino

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I voli low cost del Lazio? Tutti all’aeroporto di Fiumicino, che si consolida però anche come il grande hub internazionale.

di Mauro Evangelisti

Declassamento per l’aeroporto di Ciampino, che diventa un city airport, riservato soprattutto ai voli executive. Con una variabile alternativa: ripescare il progetto di scalo low cost a Viterbo, ma solo se si troveranno i fondi per potenziare i collegamenti ferroviari.

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E’ questo lo scenario prospettato per il Lazio, l’altro giorno, dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi nel corso dell’incontro con le Regioni. Per il Lazio ha partecipato l’assessore regionale ai Trasporti, Michele Civita. Ovviamente questo è un piano: non significa che tutto succederà domani, servirà del tempo per applicarlo. Ma una cosa è certa: la situazione attuale non è sostenibile per il futuro.

Nelle linee guida del Piano nazionale aeroporti, che ad esempio salva lo scalo di Perugia inserendolo tra quelli di interesse nazionale, per il Lazio ci sono due nodi importanti da sciogliere. Il primo è quello dell’Aeroporto di Fiumicino, che paga un forte ritardo nell’ammodernamento delle infrastrutture; il secondo è dove collocare i voli low cost, che oggi a Ciampino con il colosso Ryanair valgono 5 milioni di euro all’anno. Ma il Pastine ha problemi strutturali, vista la vicinanza delle abitazioni e il conseguente inquinamento acustico.

Di qui la ricerca di una soluzione. La più probabile è concentrare tutto su Fiumicino, anche alla luce dell’ampliamento dell’aeroporto in parte già finanziato che ha avuto di recente il via libera dei ministri Orlando e Bray. La seconda è più difficoltosa e recupera un vecchio progetto di cui si è parlato per anni, ma poi perso per strada: l’aeroporto di Viterbo come scalo low cost. Ma l’assessore regionale ai Trasporti, Michele Civita, ha posto un paletto: «Ciampino va declassato, su questo non ci sono dubbi. Ma Viterbo può avere un futuro solo se si finanzia il potenziamento dei collegamenti ferroviari, altrimenti è un progetto che non ha senso».
Attualmente per andare in treno da Roma e Viterbo si impiegano quasi due ore.

Ha commentato il consigliere regionale del Pd, Simone Lupi: «Quanto prospettato nella riunione dal ministro Lupi risponde finalmente in modo concreto alla doppia esigenza di risolvere l’emergenza in atto a Ciampino e Marino e da contemporaneamente un futuro di sviluppo compatibile al trasporto aereo di Roma capitale e del Lazio. È importante ora che gli atti amministrativi abbiano un iter il più breve possibile al fine di concretizzare questa soluzione in tempi certi».

http://www.ilmessaggero.it

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