Riflessioni nella comunità sorda sulla politica

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Care cyberlettrici e cari cyberlettori, ora che il periodo delle elezioni, il tempo delle votazioni europee, è finito. Siamo già a giugno. Purtroppo per la nostra Ida Collu non c’è l’ha fatta ad essere eletta al seggio per il Parlamento europeo. 

Bruxelles, Parlamento Europeo

Ed ecco che scrivo in queste righe, una riflessione e capire quali sono le conseguenze dei nostri errori politici. 

Prima di tutto, la comunità sorda, la nostra disgraziata comunità di persone ipoudenti ed audiolesi è veramente debole e disorientata. Anzi confusa e disorganizzata. Forse Ida doveva coinvolgere più elettori, ovvero più altre realtà sociali tra cui le altre “categorie” dei disabili: ipovedenti, ciechi, paraplegici, down, eccetera. La lista è dilungata. Ma noi sappiamo che siamo in tanti ad essere dei cittadini invisibili; cioè noi disabili non abbiamo dei disabili politici, dei veri rappresentanti. 

Stefano Bottini – dal 4 novembre 1992 al 14 aprile 1994

Nella storia ne avevamo pochi ed onorevoli che hanno fatto la storia politica per i disabili italiani: Stefano Bottini primo deputato sordo, il Ministro Guidi unico disabile italiano ad avere la carica di Ministro sotto il Governo Berlusconi. Poi a seguire abbiamo avuto altri come Ileana Argentin del Partito Democratico e cosi via dicendo. Ma tutti in carica per breve tempo. 

Insomma, abbiamo cercato di votare ed eleggere una rappresentante politica per i disabili italiani per il seggio all’Italia Centrale per il Parlamento dell’Unione Europea, nonostante ci siano due gruppi dei disabili uditivi in 2 partiti maggiori: “Sordi del M5S” e “Lega dei Sordi d’Italia”.

On.le Ileana Argentin

Insomma, in quei lunghi mesi hanno fatto la guerra interna tra sordi ed ipoudenti, tramite il social network scrivendo dei commenti negativi ed alcuni persino con insulti ed altri ancora anche in video LIS, regalando l’occasione ai “non sordi” di vincere. 

Quei due gruppi che giustamente hanno idee diverse, ma l’occasione fa l’uomo ladro come direbbe il proverbio, eppure in tanti insultavano una “sorella” della comunità sorda. Più insulti che speranza. Anzi la speranza è l’ultima a morire come dice sempre il proverbio. 

Si, è una polemica, forse utile o forse inutile. 

Ma la verità si guarda allo specchio e si vedrà il profondo, quell’abisso che tutti hanno paura di superare perché in quel punto c’è la parte vera, la parte scritta del destino da qualche parte. Una verità scomoda per noi disabili ipoudenti che continuiamo ad odiare per avere il “per sé” anziché del “per noi”. Si siamo come fratelli e sorelle eppure ci sentiamo estranei, non ci riconosciamo ad essere come dei veri rappresentanti per sordi italiani. Quello è il limite che molti di noi abbiamo non superato, cioè cercando di non prendere alcuna responsabilità, anzi noi sordi siamo abituati ad essere “sottomessi” dalla gente “non Sorda”. 

Siamo più portati a denigrare noi stessi, forse perché non accettiamo di vivere nel mondo dei “non sordi” o forse qualcuno non vogliono accettare l’integrazione tra sordi e “non sordi”. O forse per altre ragioni a noi sconosciuti e misteriosi. 

Non riusciamo a lottare per avere dei servizi che noi vogliamo: più ore di interpreti LIS, di assistenti alla comunicazione LIS nelle scuole, più sottotitoli in tutti i canali TV, più accessibilità di informazioni. Magari anche dei giornalisti sordi riconosciuti professionalmente, anche dei lavoratori sordi. Insomma, c’è molto lavoro da fare in una grande comunità che alcuni piccoli gruppi sono riusciti a portare qualcosa di positivo, dei progetti di abbattimento alla comunicazione, quel muro da cadere, da distruggere per essere uguali al mondo dei “non sordi”. Cosa che nella realtà non è così. 

Prima delle elezioni, c’è stato un pezzo di storia che non è passato inosservato: un certo Cicconofri ha provato a candidare con il partito dei disabili uditivi: il “Movimento Giustizia Uguaglianza Sociale Sordi”, il famoso MGUSS con il simbolo dell’orecchio tra lo sfondo blu dell’Europa. Purtroppo non è stato ammesso per via della scarsa documentazione ed anche della disorganizzazione strutturale. 

Insomma, noi proviamo a rialzare, ma sempre i nostri sogni vengono messi dei bastoni tra le ruote, ma perché? 

Una delle idee politiche del MGUSS era il riconoscimento della LIS e delle figure professionali per noi essenziali e fondamentali. E tante altre cose elencate in quel programma politico che molti noi piacevamo. Peccato che non è ammesso come partito, ma la parte positiva è che ci sono stati numerosi candidati ipoudenti e sordi, ma anche qui peccato: nessuno di loro è stato eletto! 

Perché facciamo la guerra e delle battaglie tra di noi stessi sordi? Per soldi o per poltrone tra associazioni ed altre associazioni? Forse è già cominciata da secoli prima della storica associazione dei sordi italiani? La politica è inutile per noi disabili? Continuiamo ad essere vittime di audismo e di sordofobia? Cioè restiamo per sempre e nei secoli vittime degli audisti e dei sordofobi? 

Guardatevi allo specchio e, prima di riflettere, cercate dentro di voi stessi dentro delle risposte.

Michele Caltanissetta