La Lingua dei Segni per valorizzare la bellezza dell’inclusione scolastica e sociale

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Paola Torcolini è un’insegnante di scuola primaria e docente formatore presso IERFOP (Istituto di Ricerca e Formazione per la disabilità) della Lingua dei Segni Italiana.

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“È entrata a far parte del mio mondo ormai da tempo. Propongo ogni anno a scuola progetti sulle disabilità uditiva e visiva, attraverso percorsi ludico-didattici, per arricchire le competenze dei miei alunni e per comprendere che nella disabilità possiamo imparare molto”. Per me Paola Torcolini oggi è scontato parlarne essendo diventato il suo stile di vita “a difesa di quanti sordi sono stati tenuti per decenni ai margini della società. Ritengo corretto parlarne soprattutto nelle scuole e porre attenzione nei confronti di allievi e docenti, per illustrare la vita di tantissimi bambini disabili, che per anni sono stati costretti a lasciare le loro famiglie ed emigrare in altre città per frequentare gli ‘istituti speciali’.

Purtroppo hanno dovuto imparare fin da piccoli il dolore del distacco e subito dopo la consapevolezza di essere ragazzi diversi. Oggi dopo anni finalmente la lingua dei segni è stata riconosciuta”. Paola Torcolini porta la sua esperienza nelle scuole insegnando a docenti e studenti la Lis, con la partecipazione di persone sorde segnanti, per apprendere e valorizzare la bellezza dell’inclusione scolastica e sociale. “Un mese fa sono stata invitata all’Istituto ominicomprensivo di Giano dell’Umbria a presentare una lezione di propedeutica LIS ad un vasto gruppo di docenti molto interessati.

La lezione di un paio di ore ha riscosso un notevole successo, domande interessanti da parte dei docenti, qualcuno ha condiviso esperienze di vita che mi hanno particolarmente emozionata e la richiesta di poter svolgere un corso di formazione nello stesso Istituto. Siamo venuti alla conclusione che la Lingua dei Segni dovrebbe essere insegnata in tutte le scuole, anche in quelle dove non ci sono casi di bambini con problemi specifici di ipoacusia, in quanto arricchisce e aiuta alunni con altre patologie nella comunicazione non verbale”.

 

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