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di Marta Mastrogiovanni

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Il mondo di oggi non sembra essere fatto per coloro che presentano delle disabilità fisiche o cognitive. Sebbene si cerchi sempre di ridurre le distanze promuovendo l’inclusività in tutte le sue forme, è spesso difficile per chi soffre di qualche disabilità riuscire a stare al passo con gli altri.

La storia che stiamo per raccontarvi parla proprio di come una scuola elementare abbia iniziato un percorso di inclusività per far avvicinare gli studenti al linguaggio dei segni. La proposta ha iniziato a farsi strada in un istituto elementare poiché la signora della mensa che serve la colazione e il pranzo ai piccoli studenti è sordomuta e quindi incapace di comunicare con i bambini. L’incapacità, naturalmente, è reciproca ed è per questo che gli alunni hanno iniziato a imparare la lingua dei segni

In una scuola nel Suffolk, in Virginia (USA), si sta cercando di andare oltre l’insegnamento delle solite materie scolastiche e di introdurre ai piccoli alunni anche qualcosa che possa essere socialmente utile. Gli alunni di una quarta elementare hanno iniziato ad imparare la lingua dei segni per poter comunicare con la signora Leisa Duckwell, l’addetta mensa sordomuta alla quale si devono rivolgere ogni giorno per indicarle il cibo prescelto, senza nemmeno sapere come salutarla in maniera comprensibile. In quattro anni di servizio, infatti, nessuno degli alunni ha mai saputo come rivolgersi alla signora Duckwell per poterle dire anche semplicemente “ciao” o “buongiorno”. La comunicazione è alla base dei rapporti sociali, quindi è comprensibile, e anzi doveroso, sforzarsi per renderla il più fluida possibile.

Ecco perché gli alunni di una quarta elementare prima, e tutta la scuola dopo, hanno iniziato ad imparare la lingua dei segni. Sicuramente ora potranno salutare la signora Duckwell e non dovranno più semplicemente indicarle il cibo con il dito, ma potranno mettere in pratica quanto imparato: pollo, pesce e altre paroline che rappresentano il cibo quotidiano della mensa. L’iniziativa è nata propria nella classe della signora Kari Maskelony, vissuta a sua volta in una casa dove ha potuto constatare gli effetti della perdita dell’udito; inoltre, la stessa insegnante ha molti amici sordi e sa come parlare attraverso la lingua dei segni, ma percepisce anche la frustrazione di chi le vuole bene e non comprende i segni. Ed è stata proprio lei a rendersi conto dell’incomunicabilità dei ragazzi con la signora Duckwell.

I suoi studenti hanno reagito così bene all’iniziativa, che la preside della scuola, Janet Wright-Davis, ha voluto estendere le lezioni sulla lingua dei segni anche alle altre classi della Nansemond Parkway Elementary. La signora Duckwell ne è rimasta entusiasta: “Non solo è fantastico per i bambini perché possono imparare una nuova cosa e conservare un’abilità che effettivamente possono utilizzare con le altre persone che incontrano, ma penso che sia fantastico perché l’inclusività e la parità di accesso alle cose è davvero importante”.

Speriamo che questa iniziativa possa sensibilizzare anche altre persone e che altre scuole abbiano iniziative simili.

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